Napoli, la faida fratricida tra i reduci dei Lo Russo. I killer dei due omicidi Milano e Avolio

La guerra di camorra tra i gruppi di camorra dei Scognamiglio da una parte  e dei Pecorelli- Catone, dall’altra per il controllo delle attività illecite del disciolto clan Lo Russo (al quale un tempo tutti appartenevano) è stata stroncata dopo anni di indagine dal blitz di ieri ordinato dalla Dda di Napoli con 19 arresti e altre 7 persone indagate.

Le indagini, coordinate dalla Procura Antimafia e condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, dal Commissariato Scampia e dai Carabinieri della Compagnia Vomero, hanno permesso di fare luce su una serie di omicidi e attività illecite legate al traffico di droga, legate alla lotta per il controllo delle attività illecite del disciolto clan Lo Russo, di cui entrambi i gruppi facevano parte in passato.

Due morti e un tentato omicidio

Nel corso della faida, due persone sono state uccise: Salvatore Milano, detto “Totore ‘o Milan”, e Antonio Avolio. Quest’ultimo non era il vero obiettivo: i sicari volevano uccidere Oscar Pecorelli “‘o pastore”, ma fallendo nell’intento, hanno agito su un suo associato.

Le indagini e gli arresti

L’operazione, denominata “Blu Blitz”, è stata eseguita all’alba di ieri. Le forze dell’ordine hanno arrestato i 19 indagati a Napoli, Anzio e Perugia. Tra le accuse contestate figurano omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa, traffico di droga e porto d’armi illegale.

L’omicidio di Salvatore Milano

Il 22 aprile 2021, Salvatore Milano, noto come “Totore ‘o Milan”, stava bevendo un caffè in un bar di Miano quando, come si legge nelle 344 pagine dell’ordinanza cautelare, Carlo Perfetto segnalò la sua presenza ai soci armati in appostamento nei dintorni.

Poco dopo, Giovanni Scognamiglio e Fabio Pecoraro entrarono nel locale e aprirono il fuoco su Milano, affiliato al clan Lo Russo e in buoni rapporti con i Pecorelli-Catone. Per l’omicidio sono indagati anche Salvatore Ronga e Bernardo Torino. Gli esecutori materiali rispondono anche di porto e detenzione di arma da fuoco.

L’omicidio di Antonio Avolio

Il 24 giugno 2021, Antonio Avolio stava girando in scooter con atteggiamento circospetto. Non si insospettì avvicinandosi a Luca Isaia e non ebbe il tempo di tentare una fuga. Fu colpito alla testa e morì all’istante, cadendo pesantemente dal mezzo.

Dell’agguato sono accusati, oltre al presunto sicario, Emmanuele Palmieri, Fabio Pecoraro, Salvatore Ronga, e Pasquale, Antonio e Giovanni Scognamiglio, padre e figli.

Prima del delitto ci sarebbe stato un summit durante il quale emerse la volontà di uccidere Pecorelli “’o pastore” (cugino dell’omonimo ras detenuto detto “’o malommo”, che però non è coinvolto nella vicenda).

I destinatari della misura cautelare sono stati arrestati a Napoli, tranne Catone, catturato ad Anzio, e Francesco Abenante, arrestato a Perugia dai poliziotti della Catturandi.

I NOMI DEI 26 INDAGATI

FRANCESCO ABENANTE (CARCERE)
ANTONIO CASTELLUCCIO (CARCERE)
GENNARO CATONE (CARCERE)
DRAME OUSMANE CELENTANO (CARCERE)
CIRO COLANTONI (OBBLIGO DI FIRMA
) CESARE DURO (CARCERE)
LUCA ISAIA (CARCERE)
ROSARIO MORISCO (CARCERE)
GIOVANNI MASCIOLI (CARCERE)
MARIANO NATALE (CARCERE)
EMMANUELE PALMIERI (INDAGATO)
FABIO PECORARO (CARCERE)
OSCAR PECORELLI “’O PASTORE” (CARCERE)
ROSARIO PECORELLI (CARCERE)
EMANUELE PELLINO (INDAGATO)
CARLO PERFETTO (INDAGATO)
CIRO PICA (INDAGATO)
PASQUALE ROMANO (CARCERE)
SALVATORE RONGA (CARCERE)
ANTONIO SCOGNAMIGLIO (CARCERE)
GIOVANNI SCOGNAMIGLIO (CARCERE)
PASQUALE SCOGNAMIGLIO (CARCERE)
GENNARO SEPE (CARCERE)
MICHELE SEPE(INDAGATO)
BERNARDO TORINO (CARCERE)
SALVATORE CIRO VIGNATI (INDAGATO)

(nella foto da sinistra in alto Oscar Pecorelli o’ malomm, Oscar Pecorelli “’o paccone” e Gaetano Cifrone, Fabio Pecoraro, Mariano Natale e Antonio Castelleccio;
nella seconda fila sempre da sinistra Pasquale Scognamiglio, i figli Antonio e Giovanni, Gennaro Catone, Cesare Duro e Rosario Morisco; nella terza fila sempre da sinistra Fabio Pecoraro, Bernardo Torino, Carlo Perfetto, Luca Isaia, Salvatore Ronga e Francesco Abenante)

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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