La sparatoria di Afragola nata da vecchie ruggini tra famiglie criminali: 5 indagati

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Per il momento i cinque feriti del mezzogiorno di fuoco di ieri in piazza Castello ad Afragola sono indagati per lesioni, spari in luogo pubblico, rissa e detenzione illegale di arma da fuoco ma il loro numero potrebbe aumentare così come potrebbe variare visto che gli investigatori, coordinati dalla Procura di Napoli Nord, stanno prendendo visione delle immagini delle telecamere della zona.

Una rissa furibonda tra due gruppi rivali, già noti alle forze dell’ordine, è degenerata in una sparatoria che ha seminato il terrore tra i fedeli che affollavano la piazza.

Tre persone sono state raggiunte dai colpi di arma da fuoco, uno all’addome, uno al gluteo e uno alla gamba. Altri due feriti sono stati colpiti alla testa e al corpo con mazze da baseball. Fortunatamente, nessuno è in pericolo di vita.

Tra i feriti i fratelli Ugo e Carlo Darbucci, già noti alle cronache per vicende legate alla criminalità organizzata. Il terzo fratello, Giuseppe, è stato ricoverato in ospedale per un trauma cranico. Il quarto ferito è Massimo Amura, elemento di spicco del clan del Rione Salicelle. Il quinto ferito, Agostino Cesarano, si è presentato spontaneamente ai Carabinieri per denunciare di essere stato aggredito dai fratelli Darbucci.

Le indagini sono in corso da parte del commissariato di Afragola e della compagnia di Casoria dei Carabinieri. Sono stati recuperati quattro bossoli di diverso calibro, il che fa presumere l’utilizzo di due pistole. Le forze dell’ordine stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e identificare i responsabili.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’intensificazione dei controlli nella zona e ha convocato una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, ha espresso la sua ferma condanna per l’accaduto, definendolo “inamissibile” e “inaccettabile”.

L’episodio ha destato grande preoccupazione e sconcerto nella comunità afragolese, che si domanda come sia possibile che una simile violenza si sia verificata in pieno centro, a pochi passi da una chiesa frequentata da famiglie con bambini.

Ancora una volta la criminalità organizzata torna a seminare terrore e dolore, dimostrando la sua capacità di insinuarsi anche nel tessuto sociale di una comunità apparentemente tranquilla. Le forze dell’ordine sono al lavoro per assicurare alla giustizia i responsabili e per ripristinare il senso di sicurezza tra i cittadini.

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