La città di Napoli continua a essere teatro di furti di auto e moto, sia parcheggiate in strada che in box privati all’interno di condomini. L’ultimo episodio si è verificato la notte tra il 15 e il 16 aprile nel centro storico, in via Costantinopoli.
Le immagini di videosorveglianza inviate alla polizia mostrano tre uomini a bordo di due scooter forzare i cancelli di un condominio per rubare una motocicletta Honda. Dopo aver tentato senza successo di aprire il cancello a mani nude, i ladri hanno utilizzato un grosso cacciavite per compiere il furto mentre uno di loro è entrato all’interno.
Il deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha espresso preoccupazione per la frequenza dei furti a Napoli, sottolineando la mancanza di interventi preventivi adeguati e la scarsità di agenti e pattuglie sul territorio. L’impunità con cui agiscono i ladri e il senso di impotenza dei cittadini di fronte a tali episodi sono fonte di crescente preoccupazione nella città.
“Non hanno timore di nulla, diventano sempre più spregiudicati e agiscono sempre indisturbati. Le strade sono loro. I cittadini non possono che assistere inermi a questi soprusi mentre vengono privati dei loro beni, a volte rischiando anche la propria incolumità.
I furti sono continui soprattutto quelli a danno dei veicoli, ci arrivano decine di segnalazioni ogni giorno. Forse si sta facendo tropo poco a livello preventivo ma soprattutto scarseggiano gli agenti e le pattuglie. Servono rinforzi” – ha dichiarato Borrelli.
Notte di terrore a Pomigliano: ladri tentano di rubare auto e minacciano di morte il proprietario
Pomigliano d'Arco – Una serata da incubo ha trasformato il centro di Pomigliano d'Arco in teatro di un episodio di violenza e intimidazione. Mercoledì 6 novembre, intorno alle 21:20, due malviventi hanno tentato di rubare un'auto in pieno centro, minacciando la vittima con parole che gelano il sangue: "Non urlare, se no ti scassamme ‘a…
Sant'Antonio Abate– Un colpo da 36mila euro in un'abitazione del centro: i Carabinieri della locale Stazione hanno messo le manette (virtuali) a un 30enne di Napoli, finito agli arresti domiciliari per un furto in abitazione commesso lo scorso San Valentino. L'ordinanza è arrivata dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato un'inchiesta lampo basata su video e telefonini.Era il 14 febbraio 2025 quando, approfittando della festa degli innamorati, il sospettato si sarebbe intrufolato in una casa di Sant'Antonio Abate insieme a un complice tuttora a piede libero. I ladri hanno portato via 3.000 euro in contanti e gioielli del valore di 33.000 euro, lasciando i proprietari sotto choc in una giornata che avrebbe dovuto essere romantica.Le indagini, avviate immediatamente dai Carabinieri della Stazione di Sant'Antonio Abate e dirette dalla Procura, hanno fatto scattare l'allarme grazie a un mix di tecnologie moderne. I fotogrammi catturati dalle telecamere di videosorveglianza – sia quelle private delle abitazioni vicine sia quelle pubbliche lungo le strade – hanno immortalato i due mentre fuggivano a bordo di un'auto non identificata. Incrociando questi elementi con i tabulati telefonici delle sim intestate al 30enne, gli inquirenti hanno ricostruito il piano e collocato il napoletano sulla scena del crimine. Al termine delle formalità in caserma, il trentenne è stato accompagnato nella sua abitazione napoletana, dove sconterà la misura cautelare in attesa del processo.Il furto riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle zone residenziali di Sant'Antonio Abate. La Procura non esclude piste verso il complice, e le indagini proseguono per recuperare il maltolto.
Un tragico incidente ha scosso la comunità di Gioiosa Marea, in provincia di Messina. Leo Scaffidi, 62 anni, tecnico della squadra di calcio locale, ha perso la vita mentre cercava di entrare nello stadio comunale senza avere con sé le chiavi. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe tentato di scavalcare il cancello d’ingresso per raggiungere il campo, ma avrebbe perso l’equilibrio cadendo rovinosamente al suolo. L’impatto gli è stato fatale. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e le forze dell’ordine, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. L’area dello stadio è stata posta sotto sequestro per consentire gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente e per verificare eventuali responsabilità sulla sicurezza della struttura. La morte di Scaffidi ha suscitato dolore e sgomento tra i giocatori, i colleghi e l’intera comunità, che lo ricordano come una figura appassionata e instancabile al servizio del calcio locale.
REDAZIONE






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