La leggenda di Diego Armando Maradona non svanisce nel tempo, specialmente nel cuore dei napoletani. Il ricordo del Pibe de Oro – una figura rappresentativa per molte generazioni e dispensatrice di sogni e speranze – sopravvive vivo e inscalfibile.
Per onorare il suo impatto e la sua eredità, a quattro anni dalla sua morte, aprirà i battenti un museo interattivo a lui dedicato, nel quartiere napoletano di Bagnoli. Noto come “Diego Vive”, sarà inaugurato il 24 aprile.
Una dedica speciale: “Diego Vive”
Situato nell’ex base Nato di Bagnoli, “Diego Vive” è più di un normale museo; è un parco a tema rivolto esclusivamente allo straordinario Maradona che si estende su un’area di circa 2mila metri quadrati. Sarà un’esperienza immersiva grazie all’uso di tecnologia all’avanguardia, tra schermi, realtà virtuale e ologrammi, che riporteranno in vita le emozioni indimenticabili suscitate dal Pibe de Oro. Previste numerose presenze per l’inaugurazione e nei giorni successivi, tra studenti, gruppi di tifosi e appassionati di calcio desiderosi di vivere una giornata fuori dal comune.
Il debutto di “Diego Vive”: 24 aprile
L’attesa è alta per il 24 aprile, data dell’apertura ufficiale del parco, per immergersi nella giornata di ricordi e omaggi a Maradona. L’evento promette di svelare ai giovani la figura dell’iconico calciatore argentino attraverso una narrazione immersiva. Secondo l’affermazione del parco: “Non si tratta di un museo tradizionale, né di una semplice mostra. Offre un’esperienza sensoriale e tecnologica, dove attraverso una sceneggiatura ad hoc, si svolge un viaggio nella vita multiforme e affascinante del giocatore”. L’apertura è fissata tra venti giorni, e l’entusiasmo è alle stelle.
Aurelio De Laurentiis alza il velo su un calcio italiano che definisce “medievale”, denunciando meccanismi di potere che soffocano la modernizzazione e mettono a rischio i club e i tifosi, mentre invoca una rivoluzione che restituisca ai club il potere decisionale sui propri giocatori e riformi. Non è un semplice sfogo, ma un j’accuse a…
A Roma, nell’aula del processo che vede imputato l’ex manager Stefano Ceci per diffamazione aggravata, si è consumato un nuovo capitolo della lunga e dolorosa vicenda che continua a orbitare attorno al nome di Diego Armando Maradona. L’ex moglie del campione, Claudia Villafañe, e le figlie Dalma e Giannina hanno raccontato al giudice il peso delle parole pronunciate da Ceci nell’intervista del 30 ottobre 2021, rilasciata nel pieno delle controversie sui diritti d’immagine del Pibe de Oro.
Secondo le tre donne, quelle frasi non sono solo inesatte, ma dannose, “terribili”, capaci di riaprire ferite che non hanno mai smesso di sanguinare. Villafañe, assistita dall’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, ha spiegato come ogni affermazione che la riguardi venga immediatamente rilanciata in tutto il mondo, amplificando la sofferenza e gettando ombre sul ruolo della famiglia nella vita del campione. Ha respinto con decisione l’idea di aver sottratto cimeli appartenuti a Maradona, ricordando che, dopo la separazione, quegli oggetti rimasero nella sua abitazione e che un giudice argentino li riconobbe come propri.
Quarant'anni non hanno scalfito la leggenda. Anzi, la rinvigoriscono, trasformandola in arte e memoria collettiva. Lunedì 3 novembre, il Napoli Club ‘Maddaloni Partenopea’ celebrerà il 40° anniversario di uno dei gol più iconici e tecnicamente strabilianti della storia del calcio: la punizione del secolo di Diego Armando Maradona alla Juventus. L’appuntamento è per le 19.30…
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