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Krol: “Al Napoli manca la grinta e la mentalità giusta. L’allenatore giusto? Thiago Motta…”

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Ruud Krol, ex calciatore di Ajax e Napoli, ha espresso le sue opinioni e riflessioni durante la trasmissione radiofonica “1 Football Club” condotta da Luca Cerchione su 1 Station Radio. L’ex giocatore ha affrontato diversi temi relativi al Napoli e alle possibili strategie per il suo rilancio. Ecco un estratto significativo dell’intervista.

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“Il Napoli non riesce a garantire la stessa qualità di gioco dello scorso anno. Non giocano come Campioni d’Italia. È stato venduto Kim, Lozano. I calciatori che sono arrivati, però, non sono, ad oggi, al livello del Napoli. Potranno esserlo in futuro. Quel che va compreso è che lo stile di gioco di un allenatore influisce molto sulle prestazioni di un calciatore”.

“Soprattutto, è stato comprato un difensore del Bragantino, in Brasile, ma lo stile difensivo brasiliano è molto diverso da quello europeo, in particolare italiano. Non solo Rrahmani, anche giocatori come Di Lorenzo non riescono a ripetere le prestazioni dello scorso anno. Manca la grinta, un fattore importante specialmente nella fase difensiva. La mentalità di un giocatore è importante, e non si è vista la stessa mentalità dello scorso anno”.

“Avere sempre fame è importante. Dopo il primo successo europeo, con Michels, abbiamo saputo garantire la mentalità vincente, anche compattando il gruppo di calciatori di più lunga militanza con quello dei nuovi arrivati. Dunque, con Kovacs, che non aveva lo stesso rigore tattico di Michels, riuscimmo a guidare i calciatori appena arrivati, garantendo da noi il nostro rigore. Con Kovacs c’era maggiore libertà”.

“Credo che Zielinski debba partire, e il calciatore nerazzurro potrebbe essere il sostituto ideale. Koopmeiners può crescere ulteriormente in azzurro, Napoli sarebbe un passo in avanti per lui. Juve? Giuntoli era il direttore sportivo del Napoli, lo scorso anno. Il suo interesse non mi sorprende”.

“Entrambi sono ottimi giocatori ma con qualità diverse. Molto dipenderà dallo stile di gioco del prossimo allenatore azzurro. Per scegliere un calciatore, è importante comprendere la proposta di gioco di un tecnico, che offrirà suggerimenti di mercato coadiuvando il direttore sportivo. Quel di cui ha bisogno il Napoli, però, è anche un difensore centrale, oltre che di un sostituto di Osimhen”.

“Il Feyenoord ha anche un altro talento, Beelen. È un difensore di prospettiva, ma il Napoli ha bisogno di affiancare un giocatore di esperienza a Rrahmani. Il Napoli, dunque, ha bisogno di un leader nel reparto arretrato. Ostigard è un buon difensore, ma gioca poco. Un calciatore, se non può contare sulla continuità, non può maturare quella fiducia che può essere importate anche nei momenti di difficoltà”.

“Albiol è stato un leader a Napoli e giocatori come lui sono quelli che servono ai partenopei. Non mi aspettavo tanti gol da lui. È un giocatore di qualità, ma va precisato che un campionato come quello italiano pone sempre delle difficoltà per un attaccante. Ripeto, però, che dipende dalle richieste del prossimo tecnico, dell’impostazione di gioco del Napoli nella prossima stagione”.

“La cosa più importante, tuttavia, è tornare alla qualità di gioco che si è vista lo scorso anno con Spalletti. Ad esempio, Thiago Motta ha uno stile di gioco distinguibile, ottimale. Il Barcellona non ha soldi… Si parla, parla, ma non ci sono soldi. Xavi non resta perché non ci sono soldi per acquistare i giocatori che richiede”.

“Per vincere qualcosa, bisogna farlo insieme. Si vince con un gruppo di giocatori, con lo staff tecnico e medico, con tutto l’ambiente. Marchesi riuscì a compattare tutto l’ambiente. Avremmo avuto bisogno di un po’ di fortuna, quella fortuna che non ci ha assistito nella gara contro il Perugia”.


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