Déjà vu attorno alla Juve Stabia: è lo stesso clima del 1994 come contro la Salernitana?

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È un clima da Déjà Vu che si respira attorno alla Juve Stabia. Tutto già visto esattamente 30 anni fa.

Per i sostenitori delle Vespe meno giovani val la pena ricordare quello che accadde nella stagione calcistica 1993- 1994:l’anno del famoso spareggio per la serie B perso dalla Juve Stabia all’allora Stadio San Paolo di Napoli contro la Salernitana e che portò alla rottura del gemellaggio tra tifosi granata e quelli degli azzurri.

Prima di quello spareggio la Juve Stabia (arrivata quinta nel girone C di serie C) aveva affrontato in semifinale la corazzata Reggina. Gara di andata al Menti vinta dalla Juve Stabia del presidentissimo Roberto Fiore per 2-0 con i gol di Talevi e Lunerti.

    La gara di ritorno al Granillo fu una vera e propria caccia all’uomo dal punto di vista agonistico con i padroni di casa che finiscono i tempi regolamentari in vantaggio per 2-0 grazie ai gol di Cevoli e Mariotto. Nei tempi supplementari la Juve Stabia accorcia con Righi, poi i calabresi segnano il 3-1 ancora con Cevoli ma poi ci pensa De Simone in contropiede a siglare il gol del 3-2 che lancia le vespe verso la finalissima.

    Ma, c’è un ma: perchè il direttore di gara aveva ammonito in modo chirurgico i tre calciatori della Juve Stabia che erano in diffida: ovvero Colavitto, Amodio e De Simone che appunto salteranno la finale.

    Ma non è finita perchè nello spareggio del San Paolo pronti via e l’arbitro il signor Gronda di Genova espelle al 28′ il calciatore Incarbona della Juve Stabia. Ma nonostante l’inferiorità numerica le Vespe di mister Roberto Chiancone resistono sullo 0-0 per tutto il primo tempo.

    Ad inizio secondo tempo accade quello che sui campi di calcio non si dovrebbe mai vedere: al 50′ segna Tudisco per la Salernitana e nel giro di 4 minuti vengono espulsi in rapida sequenza Onorato e Italia. Con la Juve Stabia in 8 i granata segnano subito il 2-0 ancora con Tudisco e poi il 3-0 con Breda.

    Per la cronaca sullo 0- 0 e in 11 contro 11 non venne assegnato un calcio di rigore alla Juve Stabia per un fallo su Celestini.

    Perché raccontare queste cose 30 anni dopo? Semplice, perché come detto all’inizio il clima sembra lo stesso. La squalifica dello stadio Menti nella gara delicata di lunedì sera contro il Taranto è il primo segnale che “lassù” qualcuno non  ama questa Juve Stabia come non amava quella di Fiore.

    È vero che le situazioni sono diverse ma a Benevento aspettano una sconfitta della Juve Stabia, anzi  anche qualcosa in più e aspettano di arrivare al big match dell’8 aprile allo stadio Vigorito con la possibilità di superare in classifica le Vespe (oggi avanti 7 punti) in caso di vittoria.

    Intanto vanno segnalate le scientifiche espulsioni del tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, è accaduto anche giovedì a Latina e si è beccato questa volta due giornate di squalifica. Ma occhio a ciò che accadrà di qui all’8 aprile per quel che riguarda le eventuali ammonizioni ed espulsioni in casa stabiese.

    A Castellammare più di un tifoso malpensante  sta facendo notare che il designatore degli arbitri della Lega Pro è il signor Maurizio Ciampi, 52 anni di Benevento, un passato modesto di arbitro in serie A coinvolto nella prima calciopoli del 2006.

    Dopo una prima sospensione di due mesi comminata dalla Commissione Disciplinare dell’Aia, arriva successivamente il proscioglimento dopo che la Corte Federale Figc aveva rilevato un difetto di giurisdizione in quel provvedimento.

    @riproduzione riservata

    (nella foto da sinistra il designatore arbitri della Lega Pro di calcio, Maurizio Ciampi, il presidente del Benevento Oreste Vigorito, l’ex presidente della Salernitana, Aniello Aliberti e il compianto presidente della Juve Stabia, Roberto Fiore)



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