Preoccupazione e musi lunghi tra gli operai dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco. Le parole del Ceo Carlos Tavares, che ha indicato lo stabilimento campano come uno dei due a rischio per le politiche del governo sugli incentivi all’automotive, hanno fatto tremare le fondamenta della città.
L’incertezza del futuro grava non solo sui lavoratori, ma sull’intera comunità di Pomigliano, dove l’indotto e le piccole e medie imprese locali ruotano attorno all’attività dello stabilimento.
La rabbia degli operai è palpabile. Dopo aver superato gli ammortizzatori sociali ad inizio anno e raggiunto la ragguardevole produzione di 215mila vetture nel 2023, si ritrovano nuovamente a rischio.
La beffa sta nel fatto che la Panda elettrica, modello su cui puntava il futuro dello stabilimento, sarà prodotta fuori dall’Italia.
Le preoccupazioni degli operai sono condivise da quelli dell’indotto, come la Tiberina di Pomigliano, che già sta affrontando un momento difficile.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Raffaele Russo, rivendica il diritto di essere presente in ogni incontro sul futuro dello stabilimento.
La situazione di Pomigliano non è solo un problema di posti di lavoro, ma ha un impatto significativo sull’economia e sul tessuto sociale dell’intera area.
Anche la minoranza consiliare è intervenuta sulla questione, criticando le parole di Tavares e sollecitando un intervento dello Stato.
La priorità è quella di mantenere i livelli occupazionali e produttivi, tutelando il futuro di una comunità che vive da sempre di automotive.
A Pomigliano d’Arco cresce la preoccupazione per il futuro dello stabilimento Stellantis, messo a dura prova da un forte calo produttivo e dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Il 2025 si è chiuso con una produzione complessiva di 131.180 vetture, segnando un -21,9 per cento rispetto al 2024, un dato che pesa come una mannaia…
Napoli – Il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato Stellantis per comportamento antisindacale, accogliendo il ricorso presentato dalla Fiom Cgil ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Al centro della vicenda, la sanzione disciplinare inflitta ad alcuni dipendenti dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, colpevoli – secondo l’azienda – di aver aderito a uno…
La vertenza Trasnova si fa sempre più tesa. Anche al secondo incontro convocato in Prefettura a Napoli, Stellantis ha scelto di non presentarsi, alimentando la rabbia dei sindacati e le preoccupazioni dei lavoratori. A denunciare l’assenza è la Fiom Napoli, che con il segretario generale Mauro Cristiani e il responsabile automotive Mario Di Costanzo ha sottolineato come la scelta del gruppo automobilistico rischi di cancellare posti di lavoro e di aggravare una crisi sociale già profonda.
Il nodo centrale è la decisione di Stellantis di riportare in azienda, a partire da fine anno, le attività oggi svolte dai dipendenti Trasnova, condannando di fatto questi ultimi alla disoccupazione. Una scelta giudicata “incomprensibile” dai sindacati, soprattutto perché quei lavoratori erano stati a suo tempo ceduti da Fiat a società terze con la promessa di garantire continuità occupazionale.
REDAZIONE






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