GPS nascosti nei vestiti per svelare la verità sulla fast fashion : coinvolti Amazon, Temu e Shein

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La puntata di Report (Rai3) trasmessa 11 Febbraio 2024 si è concentrata su questo modello di business, che viene considerato il più inquinante della moda a causa della sua natura usa e getta.

I capi d’abbigliamento, dallo schizzo iniziale dei designer fino alla loro commercializzazione online o nei negozi di tutto il mondo, impiegano solo 15 giorni.Il termine “fast fashion” indica infatti che dalla creazione alla commercializzazione di un capo di abbigliamento trascorrono solo 15 giorni.

Il servizio di Report ha portato l’attenzione su questo mondo devastante ma ancora troppo poco conosciuto dell’ultra fast fashion. La puntata ha rivelato che i capi d’abbigliamento vengono venduti e restituiti più volte, viaggiando tra Europa e Cina e causando danni ambientali significativi , producendo  capi di bassa qualità venduti a prezzi estremamente bassi e a nuove collezioni che vengono lanciate a brevi intervalli.

    Inoltre nel corso della trasmissione è stato mostrato anche il rapporto di Greenpeace sull’industria della fast fashion :  negli ultimi 20 anni ha raddoppiato la produzione e moltiplicato le collezioni, aumentando le vendite online senza però aumentare il ciclo di vita degli indumenti.

    Greenpeace Italia ha pubblicato infatti un rapporto dal titolo “Moda in viaggio. Il costo nascosto dei resi online: i mille giri del fast-fashion che inquina il pianeta” in cui sono stati analizzati i resi di 24 capi d’abbigliamento acquistati sulle piattaforme e-commerce di otto delle principali aziende di moda.

    Per condurre l’indagine, sono stati usati  localizzatori GPS per tracciare gli spostamenti dei vestiti, rivelando che i pacchi hanno percorso in totale circa 100.000 chilometri attraverso 13 paesi europei e la Cina in soli 58 giorni.

    Il rapporto ha confermato che la facilità e la gratuità dei resi generano impatti ambientali significativi. Le emissioni prodotte dal trasporto e dall’imballaggio dei capi d’abbigliamento sono state analizzate e hanno mostrato un aumento delle emissioni di CO2.

    La puntata di Report ha anche evidenziato che il Ghana è diventato la discarica più grande al mondo per i vestiti usati, con 15 milioni di vestiti che arrivano ogni settimana, causando gravi catastrofi ambientali.


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