Gioacchino Di Capua, vicepresidente nazionale A.Ge Associazione genitori e presidente della sezione Acerra, si è espresso in una nota: “Le giornate di Sanremo hanno illuminato la fierezza del popolo napoletano, personificata nell’eccezionale talento del giovane cantante Geolier. Nonostante la celebrazione della sua arte, si è aperto un vivace dibattito riguardo al presunto scandalo nel sistema di votazione, suscitando parole d’indignazione e alimentando la percezione di ingiustizie e razzismo”.
“Tale sentimento è stato accentuato da alcune condannevoli uscite di giornalisti nella sala stampa, evocando il popolo napoletano che, in altre occasioni, si indigna contro presunti inganni nel calcio. Musica e calcio, assieme al teatro, sono l’anima del napoletano, offrendo vie di espressione che portano a sensazioni di rivincita contro le avversità. Questi elementi sono indubbiamente preziosi nel tessuto della nostra vita, ma la mia riflessione si estende oltre”.
“Perché non indignarci con la stessa forza per l’assenza, tranne casi sporadici, del tempo pieno nelle scuole? Quando parlo del “popolo napoletano,” mi riferisco a un’identità che abbraccia tutto il Sud, andando oltre Napoli. La mancanza di indignazione su questioni vitali come l’istruzione è notevole. Troppo spesso diamo per scontati i disservizi, convincendoci che nulla possa cambiare”.
“Immaginiamo un “televoto” sul tema del tempo pieno nelle scuole del Sud: saremmo pronti a sollevare il telefono e esprimere la nostra opinione, anche con una simbolica spesa di 50 centesimi? Questa provocazione mira a stimolare la riflessione sull’azione concreta. Negli anni, il tema del tempo pieno nelle scuole è stato sollevato attraverso convegni, articoli e editoriali di personalità rispettabili, ma i risultati sono stati minimi”.
“Il riscatto di Napoli e del Sud passa attraverso servizi essenziali per la comunità, e sono certo che Geolier abbraccerebbe questa causa. Il suo trionfo personale è lodevole, ma dobbiamo andare oltre. Sono convinto che, senza distinzioni divisive, possiamo impegnarci collettivamente per garantire un futuro in cui i nostri figli abbiano accesso a servizi e opportunità utili per la loro crescita e formazione, un giorno in cui il “mai” rappresenti una realtà concreta e non solo un desiderio”.
Napoli– Un murales di Geolier sulla parete della camera, le cuffie sempre alle orecchie, e un sogno grande quanto la forza di non arrendersi mai. Pasquale ha 14 anni e una storia che parla di coraggio quotidiano: nato prematuro, convive dall'infanzia con un idrocefalo post-emorragico che rende ogni giorno una sfida. Ma nella sua battaglia…
«Tutto è possibile», e Geolier lo sta dimostrando con numeri impressionanti e un’energia senza precedenti. Il suo quarto album, omonimo, ha debuttato al primo posto della Classifica Album e della Classifica Formati Fisici FIMI/NIQ Italia, monopolizzando anche la Top 10 dei singoli con tutte le tracce del disco e conquistando il podio dei brani di tendenza di YouTube Italia. Una performance che certifica il momento di centralità assoluta del rapper napoletano, che nelle prime 24 ore dall’uscita ha piazzato tutte le canzoni nelle prime sedici posizioni della Top 50 Spotify.
Dopo il successo del “Geolier Stadi 2026”, con tre date consecutive sold out allo Stadio Diego Armando Maradona e debutti storici a San Siro e all’Olimpico di Roma, l’artista annuncia oggi il “Summer Festival Tour 2026”. Firenze, Bari, Riccione e Santa Maria del Cedro saranno le tappe in cui Geolier porterà la potenza dei suoi show nei festival estivi, confermando il suo dominio sui palchi italiani.
A Scampia la voce del cambiamento ha il suono delle risate e delle richieste dirette dei bambini. Sono stati loro, i piccoli del Lotto G, a dare vita a una mobilitazione spontanea che nelle ultime settimane ha acceso i riflettori sul campetto di calcio del quartiere, da tempo in condizioni di degrado e insicurezza.
Con una serie di video diffusi sui social, i ragazzini hanno mostrato le condizioni dell’area, denunciando non solo i pericoli legati alla struttura abbandonata, ma anche una sensazione più profonda di trascuratezza. «Lo Stato ci ha abbandonato e Gomorra ci ha sputtanato», dicono in uno dei filmati diventati virali, parole dure che racchiudono la voglia di sottrarsi a un’immagine del quartiere legata esclusivamente a criminalità e stereotipi.
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