Reperti pompeiani nelle collezioni europee, il libro dell’archeologo Silvio La Paglia ‘indaga’

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L’opera del giovane archeologo Silvio La Paglia.

I reperti pompeiani delle collezioni europee pubbliche e private sono il focus del nuovo libro di Silvio La Paglia, giovane archeologo napoletano di cui è stato pubblicato “Memorabilia Pompeiana – Antichità da Pompei nelle collezioni europee (1748 – 1830)” dalla casa editrice L’Erma di Bretschneider, opera di indagine ma pure di celebrazione dello straordinario patrimonio di uno dei siti archeologici più importanti al mondo.

Tra il diciottesimo e diciannovesimo secolo Napoli e il suo regno furono un centro nevralgico per l’ambiente antiquario italiano e straniero ed i Borboni si sforzarono per tutelare le ricchezze dei siti vesuviani, in cui erano da poco iniziati gli scavi.



    La scoperta di Pompei del 1748 ebbe un’immediata eco nel contesto culturale del tempo attirando l’interesse di collezionisti di ogni nazione che spesso tentarono di accaparrarsi quei ritrovamenti.

    Il libro di La Paglia indaga sulla sorte dei reperti finiti in collezioni europee pubbliche e private, durante il periodo 1748-1830, cioè dall’esordio delle investigazioni borboniche nell’antica città campana sino alla morte di re Francesco I, coprendo in parallelo l’evoluzione del sistema legale che tutelava il patrimonio storico-artistico del regno partenopeo.

    Un altro importante obiettivo dell’opera è comprendere come i collezionisti entravano in possesso di un tal genere di antichità: per ogni manufatto pompeiano esaminato è stato ricostruito l’intero itinerario collezionistico, una vera e propria sfida investigativa condotta attraverso la meticolosa ricerca archivistica, nell’Archivio di Stato di Napoli e nell’Archivio Storico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, essenziale per sviluppare l’intero studio.




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