Furorigrotta, il caffè con lo zio e poi lo ha ucciso con 90 coltellate: ha già confessato

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È un pregiudicato legato ai clan del rione Traiano, con precedenti per spaccio di droga e negli anni scorsi era rimasto anche ferito in un agguato di camorra, l’assassino dell’anziano Mario Palma.

Si chiama Massimo De Solda, 28 anni, e tra l’altro è il nipote della vittima a cui l’81enne aveva aperto la porta senza problemi. I due avevano bevuto anche un caffè. Poi la richiesta di denaro respinta dall’anziano nonno e la furia omicida che scatta nella mente del pregiudicato.

L’omicidio di Mario Palma, 81 anni, avvenuto il 19 novembre scorso nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, sembra infatti tratto da un film dell’orrore. Si è scoperto che il presunto colpevole è il nipote dell’anziano, che lo avrebbe ucciso con 92 colpi di un’arma da punta e taglio. Questo dopo aver consumato caffè e sigarette in cucina.



L’uomo, accusato di omicidio aggravato, durante l’interrogatorio avrebbe confessato il crimine. L‘aggressione è iniziata in cucina e ha coinvolto altre stanze della casa, terminando nel soggiorno dove Palma è crollato.

 In casa dell’anziana vittima trovati molti soldi

L’indagine è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Bagnoli e del Ris, coordinati dalla Procura di Napoli. Ciò che ha condotto all’arresto del sospetto è stata la scoperta del suo sangue sul luogo del delitto, con il rilevamento di due diversi Dna, uno della vittima e l’altro riconducibile all’indagato.

L’allarme era stato dato da una vicina di casa che aveva notato tracce di sangue. Il fratello dell’anziano, avvertito, era entrato in casa con una chiave di riserva. Nonostante la casa sembrasse in ordine, erano stati aperti cassetti e mobili nella camera da letto.

 Massimo De Solda nel 2017 era rimasto ferito in un agguato al rione Traiano

Durante le ispezioni, sono state trovate somme di denaro significative, il che suggerisce una possibile motivazione economica, sebbene non sia ancora confermata.

L’indagato aveva precedenti arresti per droga e nel gennaio 2017 era stato ferito in un agguato in viale Traiano a poche ore di distanza dall’omicidio del giovane calciatore del Napoli, Renato Di Giovanni.

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