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Traffico illecito di rifiuti tra Campania e Molise: due arresti

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Scoperto un traffico illecito di rifiuti tra Campania e Molise: due persone sono state arrestate dai carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica.

Le due misure cautelari emesse dal gip partenopeo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di titolari e gestori di fatto di aziende di trasporto e centri di recupero/trattamento di rifiuti, accusati di traffico illecito di rifiuti.

In particolare gli indagati avrebbero redatto formulari di identificazione con dati falsi, sia per il sito di smaltimento, sia per la tipologia dei rifiuti, consistiti in pietrisco per massicciate ferroviarie, provenienti dai cantieri della Rete Ferroviaria Italiana, nonché in imballaggi di plastica, di carta e di cartone. I rifiuti venivano illegalmente smaltiti mediante l’abbandono su alcuni terreni agricoli della provincia di Caserta e di Campobasso.

Due erano i flussi illeciti di rifiuti: il primo riguarda la gestione di complessive 300.000 tonnellate circa di rifiuti speciali raccolti presso alcuni cantieri di RFI, gestiti dalla società ARMAFER s.r.l., fittiziamente destinati alla società FONTEDIL s.r.l. e smaltiti illegalmente su fondi agricoli a Villa Literno (CE) e Guardiaregia (CB).

Il secondo riguarda la gestione di complessive 1.000 tonnellate circa di rifiuti speciali provenienti da impianti di recupero della provincia di Latina e dal CIS di Nola, fittiziamente destinati alla società BEMA s.r.l. di Villa Literno (CE), ma in realtà rivenduti ad ignari acquirenti.

Il gip ha inoltre rilevato che, a fronte di tali quantità di rifiuti illecitamente trattati, l’ingiusto profitto derivato alle società autrici del trattamento è pari a circa 4.000.000 di euro. Contestualmente i carabinieri hanno sottoposto a sequestro l’impianto di stoccaggio della società BEMA s.r.l. di Villa Literno.

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Ogni mattina è sempre la stessa storia. Si esce di casa con dieci minuti di anticipo e si arriva con mezz’ora di ritardo. Code improvvise, strade chiuse senza preavviso, corsie dimezzate, semafori temporanei che bloccano interi quartieri. E sempre per gli stessi motivi: rifacimento dell’asfalto, scavi per la fibra ottica, lavori sulle reti idriche, interventi sull’elettricità. Tutte opere necessarie, nessuno lo mette in dubbio. Ma il modo in cui vengono fatte è diventato insostenibile.

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Napoli – Reinserimento sociale, legalità e dignità attraverso il lavoro. Sono i principi alla base del progetto che vede per la prima volta detenuti campani impegnati nei cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Webuild, il più grande gruppo italiano nel settore delle costruzioni, e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia, con il supporto del Provveditorato della Campania. La prima applicazione concreta è partita dalla Casa Circondariale di Benevento, dove quattro detenuti sono stati selezionati e formati per lavorare nel lotto Apice-Hirpinia della nuova linea ferroviaria. Si tratta di un’esperienza definita “altamente professionalizzante” dal direttore dell’istituto penitenziario, Gianfranco Marcello, che ha sottolineato come il progetto non goda di fondi pubblici (a eccezione delle agevolazioni fiscali previste dalla legge Smuraglia) e rappresenti dunque un’eccezione virtuosa nel panorama campano del lavoro penitenziario.

Il percorso dei detenuti ha previsto diverse fasi: un primo corso di formazione di base erogato all’interno del carcere, la partecipazione al programma “Scuola dei Mestieri” presso il centro di formazione Formedil di Avellino e infine l’assunzione da parte di Webuild con inserimento diretto in cantiere. L’iniziativa rientra nel più ampio programma “Cantiere Lavoro Italia”, con cui il gruppo delle costruzioni intende offrire nuove opportunità di riqualificazione professionale, in un settore – quello dei grandi cantieri – che richiede competenze e rispetto delle regole di sicurezza. Dopo Benevento, il progetto si estenderà anche alla Casa Circondariale di Ariano Irpino, dove sono in corso i colloqui per l’inserimento di altri cinque detenuti destinati al cantiere Hirpinia-Orsara, tratto centrale della direttrice ferroviaria.

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