Risolto uno dei tanti cold case di camorra che riempiono le pagine giudiziarie delle cronache di Castellammare di Stabia.
Si tratta dell’omicidio di Carmine Paolino, ucciso a soli 28 anni, il 4 marzo del 2005. Fu crivellato di proiettili mentre si trovava in via Sant’ Andrea a Scanzano, roccaforte del clan D’Alessandro.
E oggi a 19 anni di distanza i militari del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due presunti killer.
Si tratta di Luciano Verdoliva, 46 anni, figlio del famoso defunto Peppe l’autista (ucciso nel 2004) appunto autista storico del defunto padrino stabiese Michele D’Alessandro, e di un altro noto pregiudicato ovvero Antonio Occidente, 50enne già detenuto per altri reati.
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In manette Luciano Verdoliva e Antonio Occidente
Il provvedimento scaturisce in seguito a plurimi riscontri investigativi alle convergenti dichiarazioni accusatorie di due collaboratori di giustizia, da cui sarebbero emersi il presunto coinvolgimento dei due destinatari del provvedimento cautelare quali esecutori materiali dell’omicidio, in quanto avrebbero attirato con una scusa la vittima all’interno di un’autovettura per poi ucciderla con due colpi di pistola alla testa, abbandonandone il cadavere in strada.
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