Si cerca ancora il killer del mancato femminicidio di Annarita Taddeo, la donna di 32 anni di Venevento ridotta in fin fin di vita da un colpo di pistola alla testa, esploso appunto da uno sconosciuto ( al momento) su mandato del pregiudicato ergastolano Nicola Fallarino, ex compagno della donna.
Annarita Taddeo e i suoi familiari sono sotto protezione. Mentre da ieri grazie a una capillare indagine svolte dalla Squadra mobile diretta da Flavio Tranquillo, e coordinate, per la Procura della Repubblica diretta da Aldo Policastro, dal sostituto procuratore Stefania Bianco è venuta fuori la fitta rete di complicità sia in carcere sia a Benevento sui cui il pregiudicato ha potuto contare per portare a termine la sua assurda vendetta.
Nella giornata di ieri i Garanti dei diritti dei detenuti – Samuele Ciambriello per la Regione Campania e Patrizia Sannino per la Provincia di Benevento – hanno effettuato una visita ispettiva e di ascolto all’interno del carcere di Benevento. Accolti dalla direttrice Marianna Adanti, dalla comandante di reparto e da una rappresentanza degli educatori, i…
Bene 27 persone, alcune detenute nel carcere di Augusta in provincia di Siracusa, dove è detenuto e che hanno consentito a Nicola Fallarino di utilizzare un telefonino illegalmente introdotto in carcere e con il quale ha inviato sia i messaggi di morte alla ex sia chiedere aiuto a complici esterni per ucciderla. Ma ci sono anche pregiudicati detenuti nel carcere di Benevento e altre persone libere.
Insomma, una complicità estesa degna di un omicidio pianificato nei minimi dettagli.Lo scorso 11 novembre, la donna era stata colpita alla testa da un proiettile esploso da un uomo che indossava un casco integrale.
Benevento -"Come zone interne della Campania siamo pronti a ospitare le famiglie che soffrono le conseguenze del sisma", ha dichiarato Mastella, delineando una geografia della solidarietà che parte dai territori più lontani dalla costa per offrire riparo a chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa. Il primo cittadino ha voluto sottolineare il significato…
Annarita Taddeo si era finta morta dopo il colpo alla testa
Annarita Taddeo si era finta morta, potendo così vedere il killer che entrava nell’appartamento da lei abitato, frugava nella sua borsa e portava via due telefonini e la somma di duemila euro.
Secondo l’accusa, dopo la fine della relazione, nonostante fosse detenuto in carcere Fallarino avrebbe preteso che la 31enne lasciasse l’abitazione e il bar in cui lavorava, incaricando qualcuno di sua fiducia per eseguire quello che sembrava a tutti gli effetti un agguato.
@riproduzione riservata









Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti