Il Tribunale di Napoli ha condannato l’Inail a indennizzare il ferroviere Sergio Mattera, sopravvissuto a un cancro al colon dovuto all’esposizione all’amianto nelle ferrovie.
Mattera, nato e residente a Napoli, ha lavorato come macchinista per le Ferrovie dello Stato per 35 anni, prima a Milano e poi a Napoli. Durante il suo lavoro, è stato esposto all’amianto, materiale cancerogeno, presente nei locomotori e nei rivestimenti dei mezzi di trazione.
La sentenza del Tribunale di Napoli riconosce che l’esposizione all’amianto ha causato il cancro al colon di Mattera. Per questo motivo, l’Inail dovrà corrispondergli una rendita mensile di 1.000 euro per il resto della sua vita, oltre agli arretrati per circa 100.000 euro.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, che ha seguito la vicenda, ha annunciato che presenterà ora una richiesta di risarcimento alle Ferrovie dello Stato.
“Mattera può ritenersi fortunato perché i suoi colleghi, vittime dell’amianto, sono quasi tutti deceduti”, ha commentato il presidente dell’Osservatorio, l’avvocato Ezio Bonanni. “È incomprensibile il motivo per cui l’Inail e le stesse Ferrovie dello Stato si ostinino a negare i diritti delle vittime, costringendole a lunghe azioni giudiziarie”.
La sentenza del Tribunale di Napoli è un importante precedente per le altre vittime di amianto che hanno lavorato nelle ferrovie.
@riproduzione riservata
Napoli - La storia di Antonella Bonomo che sfidò il cancro per diventare madre smuove i politici. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha telefonato ad Antonella Bonomo, la giovane donna napoletana che alcuni anni fa, seguita all'Istituto nazionale tumori Pascale di Napoli, scelse di interrompere temporaneamente le cure oncologiche per portare a…
MARZANO DI NOLA – Dieci metri cubi di rifiuti speciali contenenti amianto sono stati sequestrati nei giorni scorsi a Marzano di Nola, nell’Avellinese, dai carabinieri locali. Il materiale, risultato altamente pericoloso per la salute, era stato depositato senza alcuna autorizzazione sul terreno di proprietà di un imprenditore edile della zona.
Secondo quanto ricostruito, i rifiuti provenivano da lavori di demolizione e ristrutturazione di edifici, ma invece di essere smaltiti correttamente, erano stati abbandonati in maniera incontrollata. L’area è stata immediatamente posta sotto sequestro e il titolare dell’impresa è stato denunciato per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, reato che può comportare pesanti sanzioni.
Nola– Una sentenza che vale una vita, e che arriva a rendere giustizia dopo otto anni dal decesso. Il Tribunale di Nola ha condannato Nuova Sacelit S.r.l. e Italcementi S.p.A. a risarcire con oltre un milione di euro i familiari di S.M., l'elettricista morto di mesotelioma pleurico dopo aver lavorato per quasi vent'anni nello stabilimento…
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti