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Positano, la Villa Romana si racconta al Mann

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Presentato progetto comunicazione con fumetto, 3d, podcast.

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E’ stato presentato al Mann dal Sindaco di Positano Giuseppe Guida il progetto ‘La Villa Romana si racconta’, con la curatela scientifica di Laura Valente, vincitrice del bando del Ministero dell’Interno per borghi d’arte.

Mostrato in anteprima il fumetto ‘Isadora’. Una installazione digitale con 3d station sarà accolta nella futura sezione Mediterraneo del Mann, prevista anche una serie podcast. La perla della Costiera amalfitana e capitale internazionale della danza, come ha ricordato Michele De Lucia, consigliere del ministro Sangiuliano per le politiche culturali del Mediterraneo, si sta affermando infatti sempre più anche come ‘città archeologica’ in virtù della sua straordinaria Villa Romana, lussuosa villa d’ozio con affreschi in IV stile e resti medioevali soprastanti, valorizzata da un mirabile restauro che l’ha resa fruibile al pubblico. Il sito è inserito nel percorso del Museo Archeologico Romano gestito dal Comune di Positano, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Abap di Salerno, con la quale dal 2018 si vuol valorizzare tutto ciò che in anni di complessi scavi sta ora tornando alla luce.

Centrale in questa operazione di valorizzazione e promozione la collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sulla scorta del protocollo d’intesa con il Comune di Positano firmato dal direttore Paolo Giulierini e dal Sindaco Guida nel 2022 e che ha dato i suoi primi frutti già la scorsa estate con la prima tappa del progetto, il Premio Internazionale Comunicare l’Archeologia.

‘Figlia’ della mostra Thalassa (2019) la nuova sezione Mediterranea del Mann progettata dall’architetto e designer Cherubino Gambardella (Università della Campania L.Vanvitelli) racconterà visivamente, concretamente e virtualmente, quanto di direttamente connesso al mare interno vi sia nelle collezioni del Mann. La scelta è stata, quindi, quella di un progetto iconico e reversibile della sezione mediterranea che, nel suo spingersi verso Est, rappresenta simbolicamente la connessione fisica con l’Albergo dei Poveri nonché l’apertura definitiva del museo al tema del mare e del mito Mediterraneo.


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