Il conferimento ai due consulenti incaricati dagli inquirenti per occuparsi dell’incidente probatorio sui cellulari sequestrati ai giovani indagati per le violenze sessuali ai danni delle due cuginette di 10 e 12 anni a Caivano è stato annullato.
I sostituti procuratori che coordinano le indagini hanno deciso di ritenere inutile l’incidente probatorio poiché le analisi sui dispositivi sequestrati sono già state eseguite e sono considerate esaustive per gli accertamenti richiesti.
Contrariamente a quanto dichiarato precedentemente, non è stata ancora stabilita la data dell’incidente probatorio durante il quale verranno formalizzate le testimonianze delle giovani vittime, a seguito delle denunce che hanno dato avvio all’inchiesta.
Nell’ambito delle indagini sugli stupri di Caivano, sono coinvolti sette minorenni e due maggiorenni.
Le convocazioni inviate agli avvocati dei nove indagati riguardavano tutti i giovani sotto inchiesta, nell’ambito dell’indagine condotta congiuntamente dalla Procura di Napoli Nord e dalla Procura per i Minorenni di Napoli. Un quattordicenne tra i sospettati è stato recentemente rilasciato su decisione del giudice ed è stato collocato in una comunità.
“Stiamo aspettando il completamento delle attività tecniche per ottenere la conferma di quanto coraggiosamente segnalato dalle bambine e, soprattutto, dalle loro famiglie”, ha dichiarato l’avvocato Angelo Pisani, rappresentante legale della famiglia di una delle due bambine coinvolte. Pisani ha anche annunciato oggi di aver deciso di nominare un consulente tecnico a favore della sua parte.
“Le informazioni fornite agli inquirenti – ha continuato Pisani – hanno permesso di rivelare ciò che stava accadendo nella periferia di Caivano. Ci auguriamo che queste prove possano sostenere la richiesta di pene severe per i responsabili, poiché i bambini non devono essere neppure sfiorati con un fiore”.
Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Tutti gli attori…
Il comparto tessile-moda italiano naviga da anni in acque difficili. La crisi strutturale del mercato, caratterizzata dal crollo dei volumi di vendita, dalla pressione della concorrenza asiatica e dal ridotto potere d'acquisto delle famiglie, ha costretto molte aziende a ripensare radicalmente i propri modelli di business per sopravvivere. Harmont & Blaine e la sfida del…
Giornata di sciopero e presidio oggi davanti allo stabilimento Harmont & Blaine di Caivano, dove i lavoratori incrociano le braccia contro l’annuncio di 32 licenziamenti su un organico complessivo di 129 dipendenti. La protesta è stata proclamata dalle sigle sindacali di categoria Filctem-Cgil e Femca-Cisl, che parlano di una scelta improvvisa e priva di qualsiasi confronto preventivo.
«Abbiamo proclamato questo sciopero perché reputiamo inaccettabili i licenziamenti annunciati dall’azienda», afferma Andrea Pastore della segreteria regionale Filctem Campania. «Riteniamo anomalo che una decisione di questo peso venga presa da un giorno all’altro, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Un’azienda con un profilo mediatico internazionale non può avere atteggiamenti così superficiali davanti a 32 lavoratori, che rappresentano il 25% della forza lavoro. Siamo di fronte a un tentativo inaccettabile di ridurre il costo del lavoro. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti».
REDAZIONE






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