Passava tutto per le mano di Angelo Guarino, 39anni, genero del boss Pasqualino Puca detto ‘o minorenne il business dei falsi incidenti e delle truffe alle assicurazioni.
E’ l’unico ad essere finito in carcere stamane nell’ambito dell’inchiesta condotta per due anni dai carabin ieri di Marianella e culminata stamane nel blitz ordinato dal gip Fabrizio Finamore della Quinta sezione del Tribunale di Napoli.
Agli arresti domiciliari invece sono finiti il fratello Giuseppe Guarino, di 38 anni addetto a reperire le autoda utlizzare nei finti incidente, Filomena Palmisano, 58 anni altra figura importante dell’organizzazione perché in qualità di tecnica di radiologia presso un noto centro privato di Napoli aveva il compito di prendere gli appuntamenti per i falsi feriti e poi redigere i falsi atti diagnostici.
Ai domiciliari è finito anche Massimo Niro, 52 anni, parcheggiatore abusivo che rubava le auto utilizzate dall’organizzazione.
Misura interdittiva di esercitare la professione di avvocato per un anno per Enrico Mastrantuono e Gennaro Castelli
Misura interdittiva di esercitare la professione di medico per un anno per Rosita Capone, Giovanni Toscano ed Emanuele Minelli in servizio all’ospedale di Frattamaggiore, Umberto Laurenzo, in servizio all’ospedale di Marcianise, Gaetano Lapiccierella, in servizio a Villa Angela in via Manzoni a Napoli ed infine Francesco Vela.
Indagati a piede libero Camillo Meola, Gianluca Niro e Giuseppe Infimo.
Nell’organizzazione figura anche un carrozziere, indagato a piede libero, utilizzato per “sistemare” le auto incidentate.
I due avvocati che istruivano le pratiche avevano l’abilità di richiedere sempre risarcimento importanti: mai meno di 12mila euro, la media era sui 15/18mila euro ma ci sono anche casi di di 28mila, alcuni di 30mila e addirittura di 52mila euro.
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