In un capannone ormai abbandonato, con le pareti e i pavimenti spogli, caratterizzati solo da nastri bianchi e rossi, sono stati sistemati diversi banchetti sui quali i 312 dipendenti ex Whirlpool hanno siglato un nuovo contratto di lavoro per essere assorbiti da TeaTek, la società che produrrà pannelli fotovoltaici di nuova generazione laddove la multinazionale americana produceva lavatrici.
A una a una le tute blu entrano, si siedono e firmano. Tanta emozione, ma anche incredulità dopo quattro anni di una vertenza dura che ha prodotto scioperi, manifestazioni, blocchi stradali, dando vita a speranze, ma generando anche tante disillusioni.
“E’ un’emozione indescrivibile perché io, la mia famiglia e i miei amici siamo stati qui notte e giorno, ci abbiamo sempre creduto e non abbiamo mai pensato di mollare. Oggi mi godo questo traguardo a testa alta – ha detto Pasquale, padre di due ragazzi di 13 e 17 anni – Questa firma l’ho dedicata a mia moglie e ai miei figli perché mi hanno supportato per quattro anni. Sono entrato in Whirlpool il 30 ottobre del 1996 e oggi, dopo 27 anni, ho firmato un nuovo contratto.
Quando siamo stati licenziati è crollato tutto, è mandata la terra da sotto i piedi, ma ce l’abbiamo fatta. Ha vinto la nostra determinazione e siamo ancora più orgogliosi perché non abbiamo abbandonato il nostro quartiere. E’ stata molto dura, ma non abbiamo mai pensato di mollare e di andare via da Napoli né di cercare un altro lavoro. Oggi festeggio anche per questo e ho voglia di ricominciare”.
Vincenzo ha 47 anni, tre figli e una moglie infermiera: “E’ un momento molto emozionante. La vita mi ha portato un sapore diverso perché l’amarezza che c’era prima si è trasformata in qualcosa di dolce. Tornare a casa e sorridere sinceramente ai miei figli e non per nascondere qualcosa, mi fa guardare al futuro con ottimismo”.
“Mia moglie, per diversi mesi, ha dovuto mantenere il peso della famiglia. Una cosa che avrebbe potuto scalfire la mia dignità ma, per fortuna, è stata brava a stimolarmi e a darmi la forza per andare avanti e per non sentirmi perso. In questi quattro anni, ogni giorno abbiamo pensato a cosa potesse fare da catalizzatore su questa vertenza perché era importante per noi che l’opinione pubblica sapesse cosa ci stava accadendo. Sono state tantissime le azioni di lotta e grandissimo il supporto che abbiamo ricevuto da ogni parte. Nei momenti di difficoltà c’è sempre bisogno di aiuto, da soli non ci si salva mai”, ha concluso.
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