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Calo delle presenze a messa, sacerdote propone un ‘chiesabus’

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Un ‘chiesabus’ per arginare il calo delle presenze dei fedeli a messa. E’ la proposta di padre Antonio Rungi, teologo passionista, delegato arcivescovile per la vita consacrata della diocesi di Gaeta e in passato, per lunghi anni, impegnato nella diocesi di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.

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“I dati del calo di partecipazione alla messa da parte dei giovani e meno giovani, oltre ai noti fattori, come quello della pandemia, certamente include anche il dato che molte persone non possono recarsi in chiesa, perché abitano lontano dai luoghi di culto, molto spesso in campagna, senza mezzi di trasporto personali o familiari”, spiega il sacerdote sulla sua pagina ufficiale facebook.

E poi aggiunge: “Non sempre trovano la disponibilità da parte dei familiari ad accompagnarli alle celebrazioni del mattino, di mezzogiorno o alla sera, per cui molti rinunciano e trovano la soluzione con il seguire la messa in televisione. Cosa fare per poter venire incontro alle necessità di tante persone che vorrebbero venire in chiesa e non possono per i motivi citati?

Una proposta insieme alle tante altre è di attivare un servizio bus o navetta per la messa domenicale e festiva a cura delle stesse parrocchie e visto che si tratta di un servizio sociale anche, eventualmente, a carico degli Enti locali”, è quanto propone padre Antonio Rungi, teologo passionista, delegato arcivescovile per la vita consacrata della diocesi di Gaeta e impegnato nel campo pastorale e sociale a livello locale e interregionale.

“Si tratta di approntare un progetto di trasporto per gli anziani e per quanti sono sprovveduti dei mezzi di trasporto perché chi vuole possa partecipare alla santa messa quella più accessibile per orario nelle rispettive parrocchie di appartenenza. Una navetta di collegamento tra periferia e chiesa parrocchiale, visto che molte persone si giustificano che non possono venire a messa perché non hanno nessuno che li accompagni. Un servizio di carità e di attenzione verso chi effettivamente si trova in queste necessità e che si potrebbe chiamare “Bus Messa Parrocchiale”.

“Speriamo -conclude padre Rungi- che le parrocchie che hanno possibilità possano assicurare questo servizio dopo attenta indagine e valutazione delle effettive esigenze dei fedeli anziani, diversamente abili o lontani dai centri abitati, Cosa ugualmente utile da farsi per collegare i grandi centri con i santuari più o meno distanti e non serviti dai mezzi pubblici.

Con la programmazione dell’anno pastorale che inizia con le attività scolastiche si prenda in considerazione questa iniziativa e ove effettivamente può essere avviata si metta in atto questo servizio navetta e bus per le persone che vogliono partecipare alla messa e non possono farlo concretamente”.


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