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Piano di Sorrento, il pescivendolo assassino ammette l’omicidio

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Ha confessato Salvatore Ferraiuolo. Ha ammesso di aver ucciso la sua ex, Anna Scala perché non sopportava la sua decisione di averlo lasciato.

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E’ accusato dell’omicidio di Anna Scala ed  è stato sottoposto a fermo per omicidio premeditato. Il 54enne è stato portato nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip.

Indagini serrate effettuate dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento e del Gruppo di Torre Annunziata, sotto il coordinamento della Procura oplontina. L’autopsia sul corpo di Anna Scala sarà fatta verosimilmente domani stesso.

La vittima, originaria di Moiano, frazione di Vico Equense, a non molta distanza dal luogo dell’omicidio, era separata e aveva una figlia residente a Gragnano. La relazione tra i due si era interrotta bruscamente alcuni mesi fa. Ma lui continuava a molestarla e soprattutto a chiederle soldi.

Era violento: l’aveva minacciata nelle scorse settimane in spiaggia a Massa Lubrense quando fu fermato e allontanato dal alcuni turisti. E anche in quel caso l’uomo era armato con un coltello.

Aveva minacciato anche la mamma di lei che è morta la settimana scorsa, in paese si narra per il dispiacere della situazione della figlia. Anna Scala stamane aveva appuntamento con una cliente nel palazzine popolari in via San Massimo a Piano di Sorrento nella frazione Trinità.

Dopo aver sistemato i capelli alla cliente è scesa e mentre riponeva la borsa nel cofano della sua Citroen di colore bianco è stata assalita di spalle dal suo ex assassino che ha sferrato numerosi fendenti alla schiena risultati mortali.

Il corpo privo di vita della donna, con ferite dovute a diversi fendenti di coltello, era riverso nel bagagliaio della sua auto parcheggiata in via San Massimo a Piano di Sorrento. Un’area di parcheggio privata di un condominio, punteggiata di aiuole.

A terra, i carabinieri arrivati dopo la segnalazione al 112 di un residente che aveva visto il corpo, hanno trovato un berretto e un coltello con la lama insanguinata. Il cappello serviva a coprire parzialmente il volto dell’aggressore di Anna, secondo alcune testimonianze, che l’avrebbe perso durante la fuga in scooter, un mezzo di colore scuro utilizzato per arrivare sul luogo del delitto.

Al via le indagini, con i rilievi dei militari dell’Arma, l’arrivo del medico legale e del pm di turno, l’acquisizione di immagini di telecamere di videosorveglianza e l’ascolto dei residenti in zona. Anna Scala, originaria della vicina Vico Equense, in passato aveva denunciato il suo ex per stalking. Un particolare su cui si concentrano gli inquirenti, che intendevano parlare con l’uomo e che, per questo, lo hanno cercano subito. L’ex e’ stato rintracciato ai Colli di Fontanelle a Sant’Agnello, non lontano dal luogo del delitto.

 Per i familiari di Anna: una tragedia annunciata. La settimana scorsa era morta la mamma, pure lei minacciata

Una tragedia, secondo chi conosceva la donna assassinata, annunciata dai tanti episodi di violenza di cui era stata vittima da parte dell’uomo che aveva a lungo amato, nonostante i soprusi che subiva.

I due si erano lasciati da qualche tempo, dopo una convivenza durata 15 anni, ma Salvatore Ferraiuolo, l’ex convivente della vittima, gestore di una pescheria insieme al figlio avuto da un precedente matrimonio, dopo la fine del loro rapporto aveva cominciato a perseguitare Anna Scala, pedinandola, inondandola di messaggi e telefonandole di continuo.

Tutti episodi che erano stati denunciati dalla vittima un paio di mesi fa, ma per non erano ancora stati presi provvedimenti cautelari che vietassero all’uomo di avvicinarsi. Le ricerche del sospettato sono andate avanti fino al tardo pomeriggio, quando gli investigatori, dopo averlo braccato, lo hanno fermato in un’area periferica della cittadina della costiera sorrentina. Dopo averlo ascoltato, la Procura ha disposto il fermo di Ferraiuolo.

Nella denuncia che Anna Scala aveva presentato, accusava il convivente di averla maltrattata durante tutto il periodo del loro precedente rapporto. Venerdì è prevista l’autopsia sul corpo della vittima, disposta dal sostituto procuratore di turno che chiarirà la dinamica e il numero di fendenti mortali inferti sul corpo della donna. L’arma del delitto è stata sequestrata dagli investigatori.

Alcune donne hanno voluto manifestare con la loro presenza il dolore per quanto accaduto. Anna, ricordano, era una brava persona ed un’onesta lavoratrice. “Non meritava quello che le è successo”, dice in lacrime una sua conoscente. Qualcun altro parla di tragedia annunciata, un triste copione che si ripete spesso quando la vittima denuncia lo stalker.

“Mi è sembrato – dice un uomo a bassa voce – una sorta di omicidio preordinato. Lui che la colpisce alle spalle e la spinge nel bagagliaio dopo averla evidentemente seguita nei suoi spostamenti”.

La sospensione di ogni tipo di festa legata al periodo estivo. Dal canto suo il parroco della chiesa della Santissima Trinità, che si trova proprio vicino al luogo del delitto, don Antonio Parlato, ha organizzato in serata un momento di preghiera in memoria di Anna.

Un uomo, invece, racconta di aver visto ieri sera il presunto assassino che lavora in una pescheria della zona: “era agitato, ha comprato dei cornetti ed una birra. Gli ho chiesto che fosse successo. Non mi ha risposto. Dopo aver mangiato si è allontanato rapidamente”.

Il sindaco Cappiello: “Siamo addolorati e sconvolti”

“Siamo addolorati e sconvolti. Il terribile delitto avvenuto oggi nella nostra città è un atto di inaudita follia”. Così Salvatore Cappiello, sindaco di Piano di Sorrento, sull’omicidio della 56enne trovata morta nel bagagliaio di un’auto.

“Voglio esprimere – continua il sindaco -, dal profondo del mio cuore e a nome dell’intera comunità di Piano di Sorrento, il nostro cordoglio ai familiari della vittima”.

“Gli inquirenti sono al lavoro senza sosta per fare chiarezza e noi stiamo fornendo la massima collaborazione possibile anche con specifico riferimento ai filmati della video sorveglianza comunale attraverso il Comando di Polizia Municipale. Attendiamo di conoscere gli sviluppi delle indagini che definiranno con più certezza ogni elemento e responsabilità di questa gravissima vicenda”, conclude il sindaco.


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