Grassani, legale del Napoli: “Spalletti non ha ancora telefonato a De Laurentiis”

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Non si può, però, sottoscrivere un verbale di conciliazione il 18 luglio 2023 e dopo neanche 30 giorni rimettere tutto in discussione. È proprio quell'accordo firmato e condiviso di tutti che ha permesso Spalletti di essere libero, quindi deve essere riconosciuto in toto e non in parte.

Dopo quasi una settimana di rumors, Spalletti non ha ancora telefonato e chiesto un confronto con o con il Calcio . Né lui e né i suoi legali. E questo deve far pensare. Il rispetto delle regole è fondamentale, alla base di qualsiasi soggetto”. Lo dice a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, Mattia , legale della SSC Napoli.

“Escludo categoricamente che De Laurentiis chieda il rispetto di questa clausola solo per il gusto di trattenere Spalletti e per imporre il proprio diktat. De Laurentiis e il Calcio Napoli avrebbero voluto proseguire il proprio rapporto con l'allenatore che ha riportato lo .

Spalletti ha voluto interromperlo in qualsiasi modo, quindi trattenerlo è stato impossibile. De Laurentiis si è soltanto mosso per tutelare la rispettabilità del Calcio Napoli. I 3 milioni di euro non spostano nulla, ribadiamo. I contratti vanno rispettati anche quando qualcuno vuole infrangerli e in tal caso c'è bisogno di una tutela come la clausola”, aggiunge Grassani.

“La clausola di Luciano Spalletti col Napoli non è una questione così semplice. E' un qualcosa arrivato alla fine della negoziazione di un documento di sette pagine, condiviso e firmato da Spalletti, dal Napoli e dai legali di ambedue le parti.

Il Napoli ha rinunciato a chiedere un risarcimento danni a Spalletti per la rescissione anticipata del proprio contratto e l'allenatore, dal canto suo, si è impegnato a non svolgere alcuna attività tecnica nel corso della stagione 2023-2024. E questo vale per qualsiasi club o Nazionale.

Il Napoli si è dovuto tutelare dinanzi a questo impegno con un indennizzo economico, in caso di mutamento o di mancato rispetto dell'accordo da parte dell'allenatore. Non esiste dunque nessuna clausola anti-concorrenziale o valida solo per i club, non c'è differenza tra club o Nazionale”.

“Comprendo la posizione degli altri club italiani, che non vorrebbero soldi pubblici versati nelle casse del Napoli -prosegue il legale del club azzurro a Radio Punto Nuovo-. La Federazione è di tutti, ma la Figc in questa vicenda non c'entra nulla e non ha alcun ruolo dal punto di vista giuridico.

Solo attraverso una parte terza o uno sponsor potrebbe giuridicamente versare l'indennizzo, oppure attraverso lo stesso Luciano Spalletti. C'è un problema. La Federazione gestisce i soldi di tutti e desterebbe più di qualche perplessità nel versare diversamente la cifra della clausola.

I contratti vanno rispettati anche quando qualcuno vuole infrangerli e in tal caso c'è bisogno di una tutela come la clausola”. “Se temo una frizione politica tra De Laurentiis, il Napoli e la Figc? La Federazione al momento è solamente uno spettatore privilegiato, che resta alla finestra per vedere cosa succede tra il Calcio Napoli e Luciano Spalletti.

Piuttosto, bisogna chiedersi se sarà credibile al pubblico lo scenario di uno Spalletti CT della Nazionale, che dirama le prime convocazioni del proprio ciclo, mentre è in corso un procedimento giudiziario in corso con il Calcio Napoli.

Questo è il tema più importante da dover affrontare. Chi allena la Nazionale non deve avere strascichi legali o contenziosi in essere con nessun club, ma deve avere un rapporto paritario con tutti. Altrimenti si aprirebbero delle strumentalizzazioni che non farebbero bene alla Nazionale, in un momento così decisivo”, conclude il legale del Napoli.



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