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Piano di Sorrento, la famiglia di Anna Scala accusa: “Il dramma si poteva evitare”

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“I segnali precursori c’erano tutti, che fosse in pericolo era ormai chiaro e nonostante ciò nulla è stato fatto per impedire a quell’uomo che la uccidesse”.

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E’ il commento di Giovanni De Gennaro, legale della famiglia di Anna Scala, la donna uccisa a coltellate lo scorso 17 agosto dal suo ex Salvatore Ferraiuolo a Piano di Sorrento. “Una misura cautelare, anche solo un braccialetto, avrebbe evitato questa tragedia”, dice il legale.

L’avvocato De Gennaro è anche legato da vincoli di parentela con la famiglia della donna e il suo sfogo è ancora più sentito. “Le minacce – dice il legale mentre si sta recando ai funerali – l’hanno spinta a ritirare le denunce, ma quando questo avviene l’attenzione degli inquirenti si deve acuire. È proprio quello il momento che deve spingere chi indaga ad interrogarsi sulle reali ragioni di quella scelta”.

“Anna – continua De Gennaro – negli ultimi tempi aveva deciso di vivere la sua vita normalmente, nonostante i consigli dei fratelli, che le chiedevano maggiori cautele. Ovviamente evitava i luoghi isolati ma non è bastato”.

Secondo il legale “c’è qualcosa da fare, da rettificare nella gestione del cosiddetto ‘codice rosso’: vanno potenziate le sezioni delle Procure che si occupano di questa vera e propria emergenza nazionale e, soprattutto, deve essere data maggiore discrezionalità a chi indaga, a chi è sul territorio, a chi conosce le persone coinvolte: una misura cautelare, anche solo un braccialetto – ripete – avrebbe evitato questa tragedia”.

Salvatore De Gennaro davanti al gip, ‘non ero in me’

“E’ apparso profondamente dispiaciuto per quanto accaduto. Ha fatto dichiarazioni confessorie, ma ha anche detto che quanto si è verificato l’evento non era in sè”.

Lo dice alle agenzie di stampa l’avvocato Gabriele Cimmino, che con il collega Roberto Civita difende Salvatore Ferraiuolo, il 54enne che l’altro giorno ha ucciso a Piano di Sorrento, Anna Scala, la parrucchiera di Vico Equense con la quale aveva avuto una relazione.

Nella mattinata si è tenuta a Torre Annunziata l’udienza di convalida del fermo emesso giovedì dalla procura. Ferraiuolo, che aveva già confessato di aver ucciso la sua ex compagna, anche davanti al gip “ha ammesso quanto accaduto ed ora è profondamente confuso e colpito”, afferma l’avvocato Cimmino.

Il movente dell’omicidio sarebbe “di natura passionale”, conferma il legale: l’uomo non aveva accettato la decisione della donna di interrompere il rapporto ed era stato denunciato due volte dall’ex compagna per le sue reazioni violente.

Anna aggredita in spiaggia prima di omicidio, ‘p… toglimi la denuncia’

Aggredita in spiaggia 24 giorni prima dell’omicidio a coltellate e assalita al telefono con grida come: “Vai a togliere la denuncia, quando torno t’accido…ti vado a denunciare… Sei una putt****, una zocc*** ti mantieni un vecchio”.

È quanto emerge dal fermo di indiziato di delitto per l’omicidio di Anna Scala, lesioni e maltrattamenti in famiglia nei confronti del 54enne di Piano di Sorrento Salvatore Ferraiuolo.

L’accoltellamento con “numerosi fendenti in varie parti del corpo” del 17 agosto è infatti preceduto da un escalation di episodi denunciati dalla donna: il 24 luglio sulla spiaggia San Montano di Massa Lubrense il 54enne la insulta e colpisce “al volto con un pugno” provocandole “contusioni alla faccia, del cuoio capelluto e del collo-trauma contusivo della punta del naso e del labbro superiore a destra” guaribili in 5 giorni.

Episodio denunciato il giorno stesso da Scala alla stazione carabinieri di Massa Lubrense riferendo degli “abituali episodi di maltrattamenti” messi in atto dal convivente. Un anno prima – 25 luglio 2022 – si era presentato a casa della sua amica Vincenza D’Esposito a Sorrento e l’aveva colpita con pugni e schiaffi, provocando ecchimosi e la rottura dei denti. Il 25 luglio 2023 l’ennesima telefonata ordinando di togliere la denuncia.

Ventitré giorni dopo arriva l’omicidio “agendo con premeditazione”, secondo il pm di Torre Annunziata Federico Nesso e il Procuratore Nunzio Fragliasso, perché in occasione del reato di maltrattamenti in famiglia Ferraiuolo si sarebbe munito “di un coltello”, attendendola compagna “per circa un’ora” prima di colpirla.


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