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Accordo tra Italia e Turchia per l’organizzazione degli Europei di calcio 2032

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Arriva l’ufficialità dell’accordo tra Federcalcio di Italia e Turchia per l’organizzazione degli Europei 2032. Lo scrive la Figc: “Al termine di un complesso e fruttuoso processo di consultazione, la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la Turkish Football Federation hanno deciso di unire gli sforzi proponendo alla Uefa l’organizzazione congiunta di Uefa Euro 2032“.

“Pregresse esperienze di successo (Euro 2020, Euro 2012, Euro 2008), così come future proposte di candidatura (Regno Unito e Repubblica d’Irlanda per Euro 2028) e avvincenti progetti già assegnati (Stati Uniti d’America, Messico e Canada per Fifa World Cup 2026) dimostrano che la condivisione di eventi di tale portata rappresenta, da un lato, una via per il coinvolgimento diretto di un numero più elevato di appassionati e, dall’altro, la ricerca di una progettualità ancora più efficiente e sostenibile”.

“Qualora la Uefa accettasse la proposta presentata oggi, la selezione delle sedi ospitanti (tra quelle già ufficialmente candidate) e la definizione del match schedule del torneo, su cui le due federazioni propongono una suddivisione su base paritaria nel rispetto dell’autonomia delle reciproche competenze, sarebbero rimandate ad una successiva valutazione”.

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C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.

Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.

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Turchia, maxi-operazione sul calcio: 38 fermati e 20 in carcere per scommesse e combine

di Vincenzo Scarpa 9 Dicembre 2025 - 12:25 12:25

Un nuovo capitolo dello scandalo scommesse travolge il calcio turco. La Procura di Istanbul, nell’ambito dell’inchiesta su scommesse e combine, ha emesso un ordine di arresto nei confronti di 46 persone: 38 sono state fermate sul territorio nazionale, mentre cinque risultano attualmente all’estero.

Tra i fermati figurano nomi di spicco del panorama calcistico turco: il commentatore sportivo Ahmet Çakar, i calciatori Mert Hakan Yandaş e Metehan Baltacı, il proprietario dell’Ankaraspor Ahmet Okatan, il presidente del club Mehmet Emin Katipoğlu, il presidente del Nazilli Belediyespor Şahin Kaya, l’ex presidente dell’Adana Demirspor Murat Sancak, l’arbitro di massima categoria TFF Zorbay Küçük, il dirigente dell’Antalyaspor Emrah Çelik, oltre ai calciatori Erhan Çelenk del Serikspor e Yusuf Özdemir dell’Alanyaspor.

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La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.

La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.

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