Juan Jesus, difensore del Napoli chiamato domani a sostituire lo squalificato Kim, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara di ritorno dei quarti di Champions League contro il Milan, in programma domani al Maradona.
Jesus: “All’andata loro più furbi, dobbiamo esserlo anche noi”
“All’andata loro hanno giocato a fare un po’ di polemica, noi abbiamo risposto sul campo giocando a calcio e dovremo farlo anche domani, magari cercando di essere un po’ più svegli, più furbi – ha detto il brasiliano -. E servirà anche ‘cazzimma’ per passare il turno”.
“Dovremo stare attenti anche alle loro ripartenze e tenere la palla noi, giocando il nostro calcio e dando il nostro meglio”, aggiunge il brasiliano, che a Napoli si sente “come a casa, sembra di stare in Brasile, c’è un legame importantissimo con la città”.
“Siamo consapevoli di quello che stiamo facendo, ci manca ancora qualche riga per completare il libro”, insiste.
Jesus: “Assenza Kim?Il mio l’ho sempre fatto”
“Cosa ci dà fiducia?
I punti fatti in campionato: se c’è questa differenza significa che abbiamo fatto tanto, che abbiamo qualità importanti – prosegue -. Giochiamo in casa, il risultato non è difficile da ribaltare.Non dico che sarà facile ma siamo pronti a passare il turno: 90 minuti al Maradona sono lunghissimi”.
“Dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità – continua il centrale brasiliano, che con la Roma ribaltò un 1-4 col Barcellona vincendo 3-0 all’Olimpico – Stiamo facendo benissimo in campionato, dove abbiamo fatto 22 punti in più del Milan, dovremo dare il nostro meglio e passare il turno”.
“L’assenza di Kim?
Quando Koulibaly è andato via lo scorso anno per la Coppa d’Africa eravamo terzi e quando è tornato eravamo primi.Il mio l’ho sempre fatto, ho sempre dimostrato chi sono, conosco le mie qualità e so di poter aiutare la squadra”.
E sul rientro di Osimhen: “Dovremo sfruttarlo, ha velocità, grinta, è il capocannoniere. È in fiducia, è stato un po’ fuori e ora ha voglia di fare gol”.
Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi amari del Maradona. Nell’ultima giornata della league phase gli azzurri cadono 3-2 contro il Chelsea e mancano l’accesso ai playoff, al termine di una sfida vibrante, piena di ribaltamenti e rimpianti.
A rompere l’equilibrio sono gli inglesi al 19’, quando Enzo Fernandez trasforma il calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di Juan Jesus. L’avvio è uno shock, ma la reazione della squadra partenopea è immediata e rabbiosa. Al 33’ Vergara si inventa un gol da cineteca: controllo stretto in area, avversario mandato fuori tempo e diagonale preciso che riporta tutto in parità. Il Maradona si accende e il Napoli cavalca l’onda emotiva, completando il sorpasso poco prima dell’intervallo con Hojlund, rapido a infilare sotto porta su un cross rasoterra dalla sinistra di Olivera.
Al “Maradona” sarà una notte europea di quelle che pesano. Mercoledì alle 21 il Napoli affronta il Chelsea nell’ultimo turno della League Phase di Champions League e l’Uefa ha affidato la gara all’esperienza del francese Clement Turpin, uno degli arbitri più navigati del panorama internazionale. Una scelta che racconta l’importanza della sfida e la tensione che accompagnerà novanta minuti decisivi per il cammino continentale degli azzurri.
Con il Napoli i precedenti con Turpin raccontano un bilancio in chiaroscuro. Gli azzurri hanno sorriso nelle vittorie contro l’Aik e sul campo del Salisburgo, ma hanno anche incassato sconfitte pesanti, come quella interna contro il Real Madrid e il ko a Mosca contro lo Spartak. Un rapporto fatto di alti e bassi, che aggiunge un ulteriore elemento di curiosità a una sfida già carica di significati tecnici e ambientali.
Il pareggio di Copenaghen lascia più rimpianti che soddisfazione e Giovanni Di Lorenzo non cerca alibi. Il capitano del Napoli analizza con lucidità l’1-1 contro i danesi, rimasti in dieci dal 35’, indicando nel secondo tempo il vero snodo della partita.
“Abbiamo fatto la cosa più difficile, cioè trovare il vantaggio. Poi nel secondo tempo abbiamo sbagliato l’approccio, tornando in campo come se il risultato fosse 5-0 e non 1-0. In Champions non te lo puoi permettere e al primo errore gli avversari ti mettono in difficoltà”, dice Di Lorenzo ai microfoni dopo la gara, spiegando come una gestione superficiale abbia rimesso in corsa il Copenaghen.
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