Il magistrato Giuliano Turone ospite all’ateneo di Salerno per raccontare ‘Il lato oscuro dell’Italia’

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Salerno. Dopo il Presidente dell’Anac, il magistrato Raffaele Cantone ed il magistrato simbolo di “Tangentopoli” Antonio Di Pietro, il Gruppo Futura dell’Università degli studi di Salerno (composto dalle Associazioni studentesche Futura-Alf-Linguistacamente-Artisticamente) ha avuto come ospite al terzo Capitolo del progetto culturale d’Ateneo “The dark side of Italy-il lato oscuro dell’Italia” il magistrato e saggista Giuliano Turone.

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Turone, classe 1940, nel 1981, assieme al collega Gherardo Colombo, scopri’, presso Castiglion Fibocchi, la loggia Massonica P2, una loggia avente come finalità, con i suoi oltre 900 affilati, il piano più gravemente eversivo della Storia della Repubblica.

L’incontro si è tenuto presso l’Aula “Gabriele De Rosa” dell’Università degli studi di Salerno. Giuliano Turone ha raccontato la sua storia di servitore dello Stato in un libro dal titolo “Italia Occulta. Dal Delitto Moro alla Strage di Bologna. Il Triennio maledetto che sconvolse la Repubblica” (Chiarelettere).

Anche per questo incontro, a conversare con l’autore, moderati dal giornalista Stefano Pignataro (Gruppo Futura), ci sono stati il giornalista Massimiliano Amato- Condirettore “Critica sociale” ed il magistrato Gianfranco Donadio, Procuratore Capo di Lagonegro e già Sostituito Procuratore nazionale Antimafia. Il progetto culturale è realizzato in stretta sinergia con gli organi accademici. Ha introdotto l’incontro Andrea Marino, docente di Storia contemporanea, presenti il Magnifico Rettore Vincenzo Loia e il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione Virgilio D’Antonio, il rappresentante degli studenti nel Dipartimento di studi umanistici Giuseppe Munno. L’incontro si è svolto con il patrocinio del Dipartimento di studi umanistici diretto da Carmine Pinto. L’Associazione Athena Dea di Falciano Del Massico (CE) è partner dell’iniziativa con il Presidente Massimo Di Donato.

Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e già docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio.

Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa, per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio, e con le Nazioni Unite, svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia e contribuendo alla redazione dell’Oxford University Press Commentary sullo statuto della Corte penale internazionale (2002).

Tra i libri che ha scritto: Il caffè di Sindona (con Gianni Simoni, Garzanti 2009), Il caso Battisti (Garzanti 2013), Il delitto di associazione mafiosa (Giuffré 2015) e, insieme con Antonella Beccaria, Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità (Castelvecchi 2018).

“Italia Occulta. Dal Delitto Moro alla Strage di Bologna. Il Triennio maledetto che sconvolse la Repubblica” documenta una parte della storia italiana del secolo scorso ancora oscura. Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, Mattarella, Amato, la strage di Bologna, la P2, Andreotti. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, tentativi di colpi di Stato nella ricostruzione inedita del magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona. Un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia. Qui recuperati e ricostruiti in un disegno complessivo ricco di frammenti e risvolti dimenticati o trascurati durante i processi. Turone, testimone e protagonista come magistrato di quella terribile stagione, si è addentrato tra gli anfratti di storie torbide e sconvolgenti che hanno come protagonisti criminali, terroristi e mafiosi ma pure uomini delle istituzioni, veri traditori della Repubblica. Ciascuno di essi, con responsabilità diverse, ha tramato contro la democrazia. Come dimostra Turone, solo grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi come Tina Anselmi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero: leggendo queste pagine, minuziosamente documentate e frutto di anni di ricerche, sembra quasi un miracolo che ciò sia potuto accadere. È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quegli anni terribili, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità e bugie.

Alessandro Memoli


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