Camorra, i Montescuro chiedono la restituzione dei beni sequestrati

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‘La persecuzione dei Montescuro. Ma i figli di ‘o Minuzz non si arrendono’.
Risale all’estate del 2021 la richiesta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale e personale nei confronti di Montescuro Luca, figlio 62enne del defunto boss Carmine Montescuro ‘o Minuzz anche detto sindaco della Camorra, scomparso nel mese di gennaio.

Ma il 25 gennaio il Tribunale di Napoli– Sezione Misure di Prevenzione ha accolto l’istanza con cui le difese, rappresentate dagli avvocati Immacolata Romano e Giuseppe Milazzo, sostenevano l’inammissibilità della sorveglianza speciale. Il Montescuro Luca è infatti detenuto dal lontano 2008 per essere stato ai vertici di un sodalizio che distribuiva droga proveniente dalla Spagna sul territorio campano e per aver partecipato a svariati assalti ai tir in autostrada.

La Procura infatti chiedeva che venissero sequestrati al Montescuro beni immobili (una casa, la casupola del portiere del condominio, tre locali adibiti a negozi ed un deposito, tutti siti a Sant’Erasmo), rapporti bancari e finanziari e due autoveicoli (una Mini Cooper e una Fiat 500X).

    Il Tribunale, però, nella stessa udienza dove dichiarava inammissibile la richiesta di sorveglianza speciale, rigettava anche il sequestro della maggior parte dei beni ad eccezione di una casa e della casupola del portiere del condominio.

    I due difensori, coadiuvati da esperti contabili, con le memorie difensive prodotte al tribunale sono riusciti a far emergere che i soldi con cui tutti i beni sono stati acquistati fossero di provenienza lecita.

    Ora toccherà agli stessi impugnare il provvedimento per la restituzione dell’unica casa tolta al Montescuro e della casupola del portiere, per sottrarre dalle braccia della Procura il magro bottino consegnatole dal Tribunale.



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