La giunta della Campania ha approvato il protocollo d’intesa tra Regione e ministero dell’Interno, e il relativo finanziamento a carico dell’ente di palazzo Santa Lucia, finalizzato all’abbattimento dell’immobile dove si era rifugiato e dove fu catturato il boss di camorra Michele Zagaria, a Casapesenna.
Nell’ambito del progetto, realizzato dai vigili del fuoco, è previsto il tombamento definitivo del bunker sotterraneo dove si nascondeva l’ex capo del clan dei Casalesi. Il protocollo di esecuzione ha avuto l’ok del ministro dell’Interno.
Michele Zagaria era latitante dal 1995 e fu catturato a Casapesenna , suo paese natale, la mattina del 7 dicembre 2011.Il blitz, scattato all’alba, terminò verso mezzogiorno quando il latitante, ormai senza più vie di fuga e senza elettricità, si arrese.
All’operazione partecipò, come supporto, personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Caserta e del Reparto Prevenzione Crimine Campania. Le indagini erano coordinate da un pool di magistrati della DDA di Napoli. Le prime parole verso il procuratore, della ex primula rossa, dopo la cattura, furono: “Avete gridato voi lo Stato ha vinto? Lo avete detto voi? Lo Stato vince sempre, lo so”.
Le delicate fasi della sua cattura e la sua storia criminale sono arrivate in tv con la fiction Rai del 2017 dal titolo Sotto Copertura. Il boss era interpretato dall’attore avellinese Alessandro Preziosi.
Il potere criminale, a Napoli e provincia, non si ferma davanti alle sbarre. Viaggia attraverso smartphone illegali, si nutre di "imbasciate" portate da compagni di cella fidati e si consolida attraverso alleanze trasversali tra clan distanti geograficamente, ma uniti dalla comune vita detentiva. L’ultima inchiesta della DDA di Napoli sul cartello degli Aloia-Covone-Luongo scoperchia un…
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