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Killer della prostitute, dopo i delitti De Pau chiese aiuto a 2 squillo

Sul cellulare due video che lo incastrano. La testimonianza della sorella 

    Dopo i delitti compiuti a Prati, Giandavide De Pau ha chiesto aiuto ad altre due prostitute, facendosi ospitare e inviando una di loro dalla sorella per farsi dare i documenti, carta di credito e soldi, nel chiaro tentativo di darsi alla fuga.

    Lo ha riferito una testimone di nazionalita’ cubana agli inquirenti. La donna ha detto che il giorno dopo gli omicidi, verso le 2.30 di notte si trovava in un locale “quando giungeva un uomo in evidente stato di alterazione da droghe; verso le ore 3.30, quando stava uscendo con la sua amica Mariam.

    L’uomo le chiedeva se aveva un posto dove poter dormire perche’ lui non poteva andare in un albergo e mostrare i documenti, lei acconsentiva e si recavano presso il b&b di via Milazzo, dove la stessa dimorava”.

    “L’uomo le aveva detto di chiamarsi Eudo Giovanoli, mostrandole una carta d’identita’ e, dicendole che era ‘uno molto cattivo, ho ucciso molte persone….’, poi le aveva offerto del denaro per avere un rapporto sessuale dicendole che l’avrebbe pagata al termine del rapporto ma lei aveva rifiutato pretendendo il pagamento anticipato.

    Verso le ore 4.30 l’uomo aveva chiesto a Mariam di andare a casa della sorella in zona Tiburtina per farsi dare la sua carta di credito; quest’ultima si era recata a casa dei familiari dell’uomo con un taxi ma la madre e la sorella non le avevano voluto dare i documenti e la sorella le aveva chiesto di far salire su un taxi il fratello e farlo andare da lei”.

    E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Mara Mattioli, che ha convalidato il fermo del 51enne come chiesto dalla procura di Roma per il triplice omicidio avvenuto giovedi’ scorso nel quartiere romano di Prati.

    Giandavide De Pau era al telefono mentre uccideva le due donne cinesi nell’appartamento di via Riboty, nel quartiere Prati, a Roma. Gli investigatori della Squadra mobile della Polizia Scientifica sono riusciti ad estrarre due video dallo smartphone dell’uomo.

    Un filmato dura 14 minuti e 33 secondi. L’altro è di circa 42 minuti. Le vittime. Li Yan Rong aveva 55 anni. Yang Yun Xia, 45 anni. I video che le riguardano sono stati registrati alle ore 10.23 e alle 10.38 e “documentano in maniera incontrovertibile e raccapricciante l’omicidio”.

    De Pau – spiega il giudice delle indagini preliminari – “dopo aver consumato con le stesse rapporti sessuali ed aver preteso di rimanere solo con le due donne, mandando via altri clienti”. Ma “dopo qualche secondo De Pau sposta il telefono e si inquadrano le scarpe che lo stesso indossa, dopodiché il telefono viene appoggiato oscurando la telecamera ma continua ad essere registrato l’audio e si sente entrare nella stanza l’altra donna cinese.

    Al minuto 1.09 si sentono rumori e la donna urlare fortemente, ma il suono giunge come soffocato, entra l’altra donna che chiede ‘cosa fai a lei – scrive il gip – subito dopo si sentono le urla strazianti anche della seconda donna che viene aggredita, poi si sente prima il rumore di una porta che sbatte e poi il rumore più forte di un’altra porta, probabilmente quella di ingresso che viene aperta e dal minuto 2.41 si sente il rantolo di Xiuli Guo in fin di vita ritrovata agonizzante sul pianerottolo; dopo qualche minuto si sente la voce del portiere e poco dopo dei soccorritori”.

    “La dinamica di quanto avvenuto all’interno dell’appartamento di via Riboty – scrive il giudice – è pienamente provata dal contenuto dei video rinvenuti nel telefono cellulare dell’indagato e smentiscono integralmente la versione dallo stesso fornita circa la presenza di un presunto uomo armato che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui con una pistola.

    I video infatti non solo documentano l’aggressione da parte dello stesso indagato ma anche l’assenza di qualsiasi altro soggetto all’interno dell’appartamento, come preteso dallo stesso indagato che aveva fatto mandare via tutti i clienti per rimanere solo con le due donne”. E’ stata la sorella di De Pau a chiamare i carabinieri.

    Agli atti c’è una telefonata che è stata registrata dal numero di emergenza. “Sono la sorella di Giandavide De Pau… allora… le spiego… mio fratello è sparito da ieri, sotto l’uso di sostanze, completamente fuori di testa, una persona che non sta bene quando fa uso di sostanze… L’ho sentito questa notte e parlava di donne uccise, di sangue, di coltelli e di cose varie”.

    E cosa le ha detto signora?, chiedono i militari del 112. “Mi ha detto che c’era sangue, perché quella stava nel letto, perché poi c’erano i servizi segreti, perché poi lui diventa matto quando fa uso di sostanze. Dice c’era sangue, non so se sono stato io… io non mi ricordo niente”, risponde la donna

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