Pianura, ore contate per i killer di Andrea Covelli

Ora contate per i killer di Andrea Covelli, il ragazzo di 27 anni di Pianura torturato, ucciso e il cui cadavere è stato fatto ritrovato nella zona di via Pignatiello a Pianura.

Su TikTok stanno girando video e reel contro il clan Calone-Marsicano, indicati come i presunti autori dell’omicidio, e che contengono addirittura i nomi dei sequestratori e degli assassini. E le forze dell’ordine già ieri hanno fermato, interrogato per alcune ore e poi rilasciato due pregiudicati.

Il quadro investigativo è già chiaro: il rumore mediatico scatenato dalla famiglia di Covelli dopo la sua sparizione ha fatto venire fuori una sorta di ribellione popolare a Pianura contro la camorra. Molti in forma anonima, altri con nomi fake ma sui social sono davvero in tanti a ribellarsi alla camorra.

Nella notte su TikTok – come riporta Il Roma- sul profilo “Poveri a voi”, sono spuntati video e foto di personaggi legati ai gruppi malavitosi di Pianura con scritte eloquenti: “Il clan spazzatura di Pianura” (quasi 20mila visualizzazioni), “a breve le chiavi di cioccolata” (oltre 16mila visualizzazioni), “come è brutto quel chiattone confidente”, “faccia verde, drogato tossico”.

Migliaia di visualizzazioni in poche ore. Nel primo pomeriggio di ieri, a distanza di qualche ora, i video sono spariti. In particolare, in uno vi sono persone vicine al clan Calone-Marsicano, contrapposto ai Carillo-Perfetto. Nella scritta una frase che non lascia spazio a equivoci: “cacciamo questi morti di fame da Pianura”. Poi tanti messaggi dei familiari di Andre Covelli.

Dalle indagini e dall’esame esterno del corpo, prima della conferma definitiva che arriverà dall’autopsia, emerge che Andrea Covelli sia stato ucciso a colpi di pistola ma prima sicuramente è stato torturato e prima ancora denudato. Per costringerlo a parlare (ma di cosa?).

La vittima infatti lavorava in un autolavaggio, non aveva precedenti penali. Probabilmente avendo un punto di riferimento quotidiano in strada poteva conoscere i segreti dei clan della zona. A Capodanno, era stato picchiato in strada per essere transitato nella zona “nemica”, in via Napoli e lui che abitava in via Torricelli non poteva.

Poi il sequestro e il barbaro omicidio dell’altro giorno. Ad indicare il luogo in cui c’era il corpo è stata una telefonata anonima al commissariato Pianura: “nella zona di via Pignatiello, verso i Camaldoli, non lontano da via Padula”. Ma qualcuno aveva anche cercato in modo maldestro di incendiare il corpo per occultare le prove. Ma non ha fatto in tempo. E ora gli investigatori hanno in mano elementi che possono portare in breve tempo agli assassini.

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Giuseppe Del Gaudio

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