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“Questo appartamento e’ di proprieta’ della camorra, se lo vuoi mi devi dare 50mila euro”.
Sono le minacce, rivolte anche ai bambini, che si e’ sentita dire una coppia napoletana, marito e moglie, alla quale il Comune di Napoli aveva assegnato un alloggio popolare nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, precisamente in via Leopardi.
Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Napoli e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di 2 persone.
Gli indagati marito e moglie, Francesco Di Stasio di 61 anni e Rosaria Lamagna di 60 sono ritenuti gravemente indiziati del reato di violenza privata aggravata dal metodo mafioso.
Le indagini, coordinate dalla locale Direzione distrettuale antimafia, hanno permesso di accertare che una donna, dopo aver ricevuto in assegnazione dal Comune di Napoli un alloggio sito in Fuorigrotta e confiscato alla camorra, era stata minacciata più volte dai due indagati affinché non lo occupasse perché “bene appartenente alla camorra”.
La donna, che in un episodio è stata anche intimidita con l’uso di una mazza da baseball, veniva costretta quindi a rinunciare all’alloggio accettandone un altro.
L’abitazione venne confiscata alla compagna del malavitoso e, successivamente, inserita nella lista dei beni da assegnare a chi ne aveva bisogno, come la coppia in questione, che ha un figlio disabile. Un’onta che i parenti del pluricondannato non potevano sopportare e alla quale si sono opposti con ogni modo.
Dopo avere subi’to le minacce (documentate in un video), anche nei confronti dei bambini (“non avrete pace, ne’ lei, ne’ i suoi bambini”) e con una mazza da baseball, la coppia ha deciso di rinunciare a quell’alloggio.
Agli atti intimidatori ha preso parte anche una terza persona, un 50enne, per la quale pero’ il giudice non ha ritenuto opportuno emettere un provvedimento cautelare.
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