Appalti Cira, i sindacati: “Preoccupati ma no a sensazionalismi”

Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e di Fim, Fiom e Uilm #Caserta, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria del Cira, intervengono sull’indagine della Dda di Napoli

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Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e di Fim, Fiom e Uilm CASERTA, insieme alla rappresentanza sindacale unitaria del Cira, intervengono sull’indagine della Dda di Napoli che ha accertato il tentativo di infiltrazione negli appalti del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziale di Capua da parte di noti imprenditori collusi con la camorra casalese, come Sergio Orsi e Fabio Oreste Luongo, entrambi arrestati per turbativa d’asta e corruzione insieme ai dipendenti del Cira Carlo Russo e Vincenzo Filomena.

“Prendiamo atto con turbamento e preoccupazione dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Per l’importante valore industriale e di eccellenza del polo di ricerca che il Cira rappresenta per il territorio casertano, si confida nella magistratura affinche’ venga fatta al piu’ presto chiarezza sui fatti. Al contempo – sottolineano – esprimiamo disappunto per i toni sensazionalistici usati in alcuni resoconti della vicenda.

Generalizzando e non distinguendo le responsabilita’, si rischia di compromettere l’immagine di una delle piu’ prestigiose realta’ operanti sul territorio casertano, impegnata da anni nello sviluppo di importanti progetti di ricerca e sperimentazione aeronautica e spaziale di rilevanza internazionale.

Occorre certamente accertare le responsabilita’ e ripristinare la legalita’ ma non svilire il lavoro dei ricercatori e del personale qualificato, che costituisce la forza del Cira da oltre un trentennio”.

L’inchiesta ha accertato come Orsi, imprenditore dei rifiuti gia’ condannato per associazione camorristica e altri reati tra cui proprio la turbativa d’asta sempre per appalti – soprattutto comunali – aggiudicati nel settore ambientale, fratello di un altro imprenditore ammazzato dalla camorra, si sia aggiudicato un appalto da 40mila euro per la messa in sicurezza di un deposito-cantiere all’interno del Cira.

“Vogliamo aprire una porta che sta chiusa” dice Orsi in una conversazione intercettata mentre parla con il dipendente del Cira Filomena, che a suo volta lo chiama “cavaliere”.

Il primo appalto serviva ad Orsi per entrare nel giro di gare indette dal Cira; l’imprenditore aveva infatti messo gli occhi su altri tre lavori di importo superiore, potendo contare sulla complicita’ di Filomena e Russo, responsabili delle gare, e di un altro dipendente Cira, Francesco Pirozzi, che gli passava le carte riservata sulle gare; alla fine pero’ non e’ riuscito ad aggiudicarseli.

27 Aprile 2022 @ 14:15 / Cronache della Campania