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La Guardia di Finanza fa “vista” alla Scabec: finanziamenti, assunzioni e bilanci nel mirino

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Guardia di Finanza negli uffici della Scabec, società in house della Regione Campania che si occupa della promozione del patrimonio culturale.

Nel mirino delle fiamme gialle sarebbero finiti i documenti relativi alla gestione dell’Ente, dai contratti ai dipendenti ai bilanci degli ultimi anni ma anche i finanziamenti.

Nel mirino anche i bilanci che avrebbero portato, in 12 anni di gestione, ad un disavanzo di circa 3 milioni di euro, secondo quanto denunciato in un’interrogazione a De Luca presentata dal consigliere regionale Severino Nappi. “Debito che sarebbe dovuto ad una serie di discutibili scelte gestionali, sulle quali si staglierebbero anche ombre di potenziali conflitti di interessi”.

Infine, sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori delle fiamme gialle ci sarebbero anche i finanziamenti al Teatro Verdi di Salerno, presente praticamente in tutte le rassegne in cui sono previsti concerti. Al Verdi sono stati erogati ben 3,8 milioni di euro, al San Carlo 2. Fatti su cui ora si indaga. Al momento le fiamme gialle stanno leggendo i documenti acquisiti per verificare se siano state commesse o no delle irregolarità.

Secondo quanto riferisce la presidente dell’organismo, Assunta Tartaglione, i dossier prelevati dalle fiamme gialle riguardano il periodo 2010-2016, antecedente alla trasformazione della Scabec in societa’ “in house” della Regione, di recente finita al centro di polemiche per il licenziamento di 16 dipendenti.

In una interrogazione al governatore la Lega ha chiesto chiarimenti riguardo vicende contabili e amministrative in relazione a un presunto “ingente passivo”. La verifiche degli inquirenti riguarderebbero i rapporti con la “Fondazione Donnaregina” costituita, sempre dalla Regione, nel 2004, per la promozione di i beni culturali campani.

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Si ferma il percorso per la nomina del nuovo direttore generale della Scabec. La sospensione dell’iter di individuazione della figura apicale della società regionale che si occupa di beni culturali è stata disposta dalla Regione Campania per consentire ulteriori verifiche sulla piena rispondenza al pubblico interesse della designazione, con particolare attenzione al quadro finanziario e all’assetto organizzativo complessivo.

La decisione viene motivata ufficialmente con l’esigenza di valutare in maniera più approfondita l’impatto della scelta sulla governance della società e sulla sua sostenibilità. Una pausa di riflessione che arriva in una fase delicata per il settore culturale campano, chiamato a coniugare valorizzazione del patrimonio e equilibrio dei conti.

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Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

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