Camorra ad Avellino, il prefetto: “Lo sforzo delle istituzioni sarà prolungato”

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Potenziare il sistema di videosorveglianza, che e’ gia’ presente e si e’ dimostrato molto efficace, rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e lavorare con le istituzioni locali, le associazioni di volontariato e religiose e i rappresentanti delle categorie economiche e sindacali.

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Cosi’ il prefetto di Avellino, Paola Spena, in visita nei comuni di San Martino Valle Caudina e Cervinara, dove si sono registrati negli ultimi giorni attentati e un omicidio, sullo sfondo di una lotta tra bande per sottrarre il controllo degli affari criminali al clan Pagnozzi, spiega agli amministratori locali come le istituzioni dovranno muoversi da oggi in poi per evitare che la criminalita’ prenda il sopravvento in una zona di confine tra Irpinia, Sannio e Casertano.

“Dove ci sono flussi significativi di denaro – dice – e si aprono possibilita’ come il Pnrr e il bonus 110, l’interesse della criminalita’ si alimenta. Gli ultimi episodi sono oggetto di attivita’ investigativa e di un’intensa collaborazione tra la Dda e la procura di Avellino”.

Spena sottolinea come la risposta del territorio sia stata importante anche per risolvere i due casi piu’ gravi, il tentato omicidio del boss Clemente Fiore, reggente del clan Pagnozzi e l’omicidio del titolare di un circolo ricreativo a Cervinara. “La societa’ ha dato buona prova – rimarca il prefetto – c’e’ stata la partecipazione delle associazioni, con la richiesta di essere ascoltate per lavorare al recupero della legalita’.

C’e’ stata la reazione delle persone che hanno assistito ai delitti, anche per le modalita’ con cui sono stati eseguiti, in pieno giorno, in zone frequentate. La societa’ civile ha voglia di reagire”. Attualmente la Valle Caudina e’ blindata dalle forze dell’ordine. Oltre alla presenza dei reparti di prevenzione della questura, sono state inviate altre dieci pattuglie di carabinieri. “E questo sforzo sara’ prolungato”, assicura il prefetto Spena.

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