‘Le danze pandemiche’ al Teatro Sannazaro

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Le danze pandemiche, danze che hanno fatto di una necessità – il distanziamento sociale – un punto di partenza, sollecitando approcci differenti alla coreografia ed alla creazione, sarà in scena il 12 dicembre alle ore 21.00 al Teatro Sannazaro .

Il programma, ideato da Gabriella Stazio, si compone di tre performance. Come e danze elleniche o le danze rinascimentali è possibile che nei libri di storia rimarrà traccia delle danze pandemiche, delle danze create in questo periodo storico che ancora stiamo vivendo. Come tutte le danze storiche anche quelle create dalla Compagnia di Gabriella Stazio sono danze brevi che si intersecano tra di loro fino a creare un’unica serata, in cui ironia e pensiero riflessivo si incontrano, senza mai toccarsi.

Polvere: minutissime particelle incoerenti narra dell’incoerenza, della mancata coesione delle particelle di un corpo, di una sostanza, può avere i suoi lati positivi. Come il potersi insinuare ovunque, il volare almeno per un po’ e poi depositarsi, penetrare nuovamente in altri luoghi o nello stesso posto, di essere quasi invisibile, almeno all’inizio. Un corpo coerente non può comportarsi allo stesso modo, diventa materia e sei fregato. Anche l’incoerenza di pensiero è una bella qualità. Ognuno di noi avrà avuto un minutissimo momento di polvere di incoerenza nella vita e dovrebbe conservare un pensiero incoerente, come un’ancora di salvezza.

    La seconda performance, Il paradosso di Lulù è la storia di un corpo come luogo del paradosso e, come dice Jacques Le Goff, di contraddizioni tra esperienza quotidiana e straordinaria, tra ragione e contraddizione. Un corpo che svela personalità diverse come “Una stanza piena di gente” – dal libro di Daniel Keyessu Bill Milligan, prima personalità multipla riconosciuta dalla medicina – in cui incontri te stessa. Se da un lato la storia del corpo è una storia fatta di oblio, di rinuncia, dell’uso politico della metafora corporea fatto dalla cultura occidentale, dall’altro, come dice Marc Bloch “è necessario restituire un corpo alla storia. E dare una storia al corpo.”

    Lo spunto di Pandemik Mambo è nato a Berlino visitando l’Hamburger Bahnhof, una ex stazione ferroviaria oggi trasformata in un museo, quando la coreografa incontra un ragazzo ed una ragazza che per mantenere le distanze di sicurezza durante la visita, indossavano un salvagente colorato per ciascuno. Fermati dalla sicurezza hanno prontamente obiettato che quello era il modo che avevano scelto per mantenere il distanziamento sociale. Un gioco.

    Gabriella Stazio Coreografa, danzatrice, insegnante è tra le protagoniste della danza contemporanea italiana. Nata a Napoli, si forma con i maggiori interpreti della danza contemporanea e post-modern, tra cui Merce Cunningham,
    Douglas Dunn, Meg Harper, Joseph Fontano, Roberta Escamilla Garrison, Steve Paxton, Didier Silone e molti altri. I
    suoi studi sulle tecniche di espressione corporea e sulle nuove tendenze psicomotorie si accompagnano a quelli di musica, canto e solfeggio. È laureata con lode in Scienze Motorie con pubblicazione della tesi di laurea. Docente di tecnica, teoria e metodologia della danza moderna e contemporanea, è invitata in Italia ed all’estero per stage, master class, workshop e laboratori coreografici.

    Nel 1979 fonda Movimento Danza, uno dei primi centri del Sud Italia per la produzione, la promozione e la formazione della danza moderna e contemporanea. Fonda la Compagnia Movimento Danza e vince vari riconoscimenti, tra cui il Premio Vignale Danza, il Premio Positano Arte della Danza “Leonide Massine”, il Sunday Tribune Award, il Premio degli Incontri Internazionali di Danza Contemporanea di Città del Messico, il Premio Promozione Danza/Il Coreografo Elettronico. Dal 2002 ad oggi è ideatore e direttore artistico della rassegna di danza contemporanea Second Hand. Dal 2015 diventa editore di Campadidanza – Dance Magazine, testata giornalistica dedicata al mondo della danza. Dal 2018 è Presidente di Sistema MeD – Associazione Musica e Danza – Agis Campania.


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