Cicciano. Sigarette in dispensa: arrestata la contrabbandiera che aveva allestito una tabaccheria abusiva nel suo ‘basso’.
Aveva le sigarette in dispensa sistemate per marca, una vera e propria tabaccheria con sigarette di contrabbando quella che una 53enne di Cicciano aveva allestito nel suo basso: un’abitazione al piano terra, con la porta sempre aperta.
L’ingresso libero per i clienti e una dispensa della cucina nella quale le sigarette erano ordinate sistematicamente per marca. Come in un vero tabacchi.
Una donna sedeva di fianco alla dispensa e vendeva liberamente “bionde” di contrabbando prive dei sigilli dei Monopoli Di Stato.
Ai Carabinieri della stazione di Cicciano non è sfuggito il via vai continuo dei clienti e quando sono entrati in casa – la porta era aperta – hanno rinvenuto 18 chili di sigarette, distribuite tra cucina e soggiorno.
A finire in manette Anna Vacchiano, 53 anni, ora in attesa di giudizio.
Assalto notturno alla banca Credem di Cicciano: banditi in fuga dopo l’allarme fumogeno
Cicciano – Ancora un attacco a un istituto di credito nel Napoletano, in un momento in cui l’intero territorio regionale è attraversato da una preoccupante escalation di colpi ai danni delle banche. Nella notte, intorno alle 3.30, i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Nola sono intervenuti in via Nola 68, a Cicciano, per un…
Casamarciano, 18,500 euro al clan Russo per un pacchetto di voti. Indagato anche il sindaco di Cicciano
Diciottomila e cinquecento euro. Tanto sarebbe costato, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il pacchetto di voti promesso dal clan Russo ad Andrea Manzi, allora candidato sindaco a Casamarciano alle amministrative di giugno 2023. Manzi, 65 anni, oggi consigliere comunale di opposizione, si presentava con la lista Casamarciano libera e giusta e ha chiuso la corsa al municipio al terzo posto, con il 28,1% dei consensi, alle spalle del sindaco poi eletto, Clemente Primiano, e di Carmela De Stefano. L’ipotesi degli inquirenti è che Manzi avrebbe accettato la promessa di procurare voti formulata da Sebastiano De Capua, ritenuto appartenente al clan Russo e raggiunto oggi da misura cautelare in carcere. In cambio, sempre secondo l’accusa, ci sarebbe stata la disponibilità a versare 18.500 euro e a “mettere a disposizione” la futura amministrazione per soddisfare interessi ed esigenze del gruppo criminale qualora fosse stato eletto. Questo segmento dell’indagine si inserisce nel quadro più ampio dell’operazione che, all’alba, ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari – 34 in carcere e 10 ai domiciliari – a carico di esponenti e fiancheggiatori dei clan Russo e Licciardi, storicamente radicati nell’area del Nolano e nell’hinterland napoletano. Il blitz è stato condotto dai Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, con il supporto di circa 250 militari, sotto il coordinamento della Dda partenopea.
Nonostante il quadro ricostruito dagli investigatori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Isabella Iselli, ha respinto la richiesta di applicare una misura cautelare nei confronti di Manzi. A chiederla erano stati i pubblici ministeri Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano, titolari del fascicolo sul presunto condizionamento del voto a Casamarciano da parte del clan Russo. La decisione del gip esclude, al momento, restrizioni alla libertà personale del consigliere di opposizione, che resta indagato e dovrà difendersi nel prosieguo del procedimento. L’ordinanza, firmata da Iselli, è la stessa con cui sono state disposte le decine di arresti eseguiti oggi e rappresenta uno dei primi snodi giudiziari di un’inchiesta destinata ad avere riflessi politici nei comuni coinvolti.
REDAZIONE






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