E’ accusato di lesioni aggravate dal metodo mafioso e per questo che è in stato di fermo su disposizione della Dda di napoli il 24enne Giuseppe Troncone.
Il giovane già salito agli onori della cronache nel 2017 per la famosa sparatoria ai Baretti di Chiaia con 6 feriti, era tornato in liberto lo scorso anno dopo che i giudici della Corte di appello di napoli avevano ribaltata la condanna di primo grado a 10 anni di carcere in una condanna a due anni (pena sospesa) per rissa ma assolto dal tentato omicidio.
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Nella serata di ieri però la Squadra Mobile di Napoli ha eseguito un provvedimento di fermo del Pubblico Ministero, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei suoi confronti perché gravemente indiziato, in concorso con il cugino Andrea Merolla, ucciso in un agguato a Fuorigrotta lo scorso 10 novembre, lesioni aggravate dal metodo mafioso.
I due, nella tarda serata del 2 ottobre scorso, nel quartiere Fuorigrotta, si sarebbero resi responsabili del pestaggio di due uomini; una delle vittime sarebbe stata colpita più volte con il calcio di una pistola tanto da procurargli un indebolimento permanente di un organo e poi gli sarebbe stata rapinata l’auto sulla quale viaggiava.
Nella mattinata di ieri invece il boss Vitale Troncone, padre di Giuseppe è rimasto ferito gravemente in un agguato che si consumato davanti a un bar di via Caio Duilio.
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Gli investigatori stanno cercando di capire se vi sia un nesso in questa scia di sangue che ha colpito la famiglia Troncone e il pestaggio.
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