Il è nato dalla collaborazione tra il brand di abbigliamento femminile Silvian Heach e la cooperativa Lazzarelle, e racconta la vita delle donne detenute nel carcere femminile di Pozzuoli e l’esperienza di lavoro che alcune di loro svolgono grazie alla che dal 2010 ha dato vita a una di caffè.

Il documentario, dal titolo ‘Lazzarrelle non si nasce, si diventa’, si compone di frame di interviste e di un reportage fotografico realizzato all’interno del penitenziario.

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Protagoniste sono le donne detenute ognuna con la propria storia fatta di contesti sociali difficili e che cercano la possibilità di essere accolte nel mondo del lavoro dopo aver assolto alla loro pena.

“Penso di essere molto cambiata nel modo di approcciarmi alle persone da quando ho intrapreso questo viaggio – ha raccontato una delle detenute – Ho capito che dobbiamo essere per prime noi ad abbattere i pregiudizi che ci portiamo dentro affinché all’esterno non abbiano paura e possano superare più facilmente i pregiudizi. Alle mie compagne dico che non devono mai smettere di credere in loro stesse perché non tutte siamo uguali e non tutte possiamo fare lo stesso percorso ma se riusciamo a capire quali sono le nostre potenzialità, a metterle in atto e farle vedere ad altri allora sono sicura che ci sono persone in grado di vederle e metterle in gioco”.

L’azienda Silvian Heach ha realizzato anche una special box che verrà messa in vendita sul proprio sito contenente sia prodotti firmati Lazzarelle (due miscele di caffè, una tisana e una crema spalmabile) sia Silvian Heach (una t-shirt con un logo stampato ad hoc e una bag in tessuto ecosostenibile).

“La nostra azienda è da sempre legata alle donne e al sociale – ha sottolineato Mena Marano, Ceo di Silvian Heach – e credo che iniziative che offrano a queste donne l’opportunita’ di poter lavorare, di crearsi un avvenire e di avere una prospettiva siano assolutamente da promuovere, da sostenere e rendere quanto piu’ visibili possibile e allo stesso tempo dobbiamo sensibilizzare l’imprenditoria affinché a queste donne, al termine di un percorso difficile, sia data una possibilità”.

Il progetto ha trovato la condivisione della direttrice del carcere di Pozzuoli, Maria Luisa Palma, che ha ricordato come “questi progetti offrono alle detenute un percorso di cambiamento che è la finalità del carcere perché rispettando la legge costituzionale deve tendere alla rieducazione e favorire la rieducazione e il reinserimento nella società a pieno titolo”.

Il documentario arriva nel decennale della nascita della all’interno del carcere di Pozzuoli.

“L’incontro con Silvian Heach è per noi una bellissima opportunità – ha concluso Imma Carpiniello, founder della cooperativa Lazzarelle – l’azienda ha adottato il nostro progetto aiutandoci a sostenerlo perché noi siamo una cooperativa e dunque ogni sostegno significa una donna in più, una detenuta in più che assumiamo”.



Fabio Testa, 28 anni, laureato in sociologia. Appassionato della cultura napoletana e dei fenomeni della tradizione popolare. Gli piace il cinema d'autore. E' grande tifoso del Napoli

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