Arriva il super green pass. Tamponi e durata: cambia tutto

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In arrivo super green pass. Il governo sta mettendo a punto le modifiche per il certificato verde che attesta l’avvenuta vaccinazione contro il Covid, la guarigione o il tampone negativo che in certi casi potrebbe non valere più.

La durata del green pass ridotta a 9 mesi gia’ da inizio dicembre, la terza dose per tutti prima possibile portando a cinque mesi l’intervallo tra la conclusione del ciclo vaccinale e il richiamo, la possibilita’ di valutare restrizioni per l’ingresso in Italia anche dai paesi europei se l’Ue dovesse rivedere le regole per i viaggi e, soprattutto, l’obbligo del vaccino per alcune categorie, prime tra tutte quelle a contatto con il pubblico: forze di polizia, dipendenti della Pubblica Amministrazione e professori.

Il governo continua a lavorare sulle misure per contenere la quarta ondata del Covid ed evitare che la situazione degeneri in vista del Natale e si riapre il dibattito sull’obbligo vaccinale.

    Il super green pass per chi si vaccina o e’ guarito, per entrare in ristoranti, cinema e stadi, mentre chi fa il tampone potra’ solo accedere ai posti di lavoro e ai servizi essenziali.

    L’aumento dei casi che potrebbe portare alcune Regioni come il Friuli alla zona gialla già dal 29 novembre ha dato l’assist al governo per valutare una stretta sul green pass già dalla prossima settimana, quando si riunirà la cabina di regia (con il supporto del Cts) e potrebbe essere approvato un decreto che impone l’obbligo di terza dose del vaccino per il personale sanitario e i lavoratori delle Rsa.

    Tra le modifiche date per certe, secondo il Corriere della sera, c’è la riduzione della durata della certificazione che dovrebbe passare da 12 mesi a 9. Alla base ci sono le nuove evidenze sul calo di efficacia del vaccino. Una modifica che dovrà generare un cambio nel Qr code, il crittogramma che include i dati della certificazione.

    Il nodo principale resta quello della validità del tampone negativo per ottenere il green pass. Tra le ipotesi in ballo c’è quella di permettere solo ai vaccinati (o ai guariti entro sei mesi) per l’accesso a luoghi e servizi pubblici. I test negativi, antigenici rapidi e molecolari, in questo caso continuerebbero ad avere validità solo per accede al proprio posto di lavoro.

    green pass

    Il super green pass così delineato, con validità diverse a seconda delle attività, implicherebbe una modifica alla app VerificaC19, la piattaforma usata per verificare la validità del certificato. Infatti l’app per motivi di privacy non riporta il modo con cui è stato ottenuto il pass . Il problema si porrebbe ad esempio quando una persona non vaccinata ma “tamponata” si presenta al ristorante o al lavoro: ingresso negato al primo, luce verde al secondo.

    Insomma, siamo davanti a un obbligo vaccinale di fatto per frequentare cinema, teatro, stadio, bar e ristoranti al chiuso. Per rendere la vita ancora più difficile a chi evita il vaccino c’è sotto esame da parte del governo anche la durata dei tamponi. 

Tra le ipotesi c’è quella di eliminare totalmente la possibilità di ottenere il green pass con i test rapidi, oppure renderli validi solo 24 ore. Per i tamponi molecolari la validità scenderebbe da 72 ore a 48.

    Brunetta, serve super Green pass, restrizioni per no vax 

    “La strada e’ un super Green pass responsabile e condiviso, per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni”. A sottolinearlo, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. “Se ci saranno cambi di colore perche’ devono pagare tutti gli italiani vaccinati, per colpa dello zoccolo duro dei no vax, estrema minoranza, sempre piu’ invisa? – prosegue Brunetta – Se gli indicatori ospedalieri dovessero peggiorare, penso sia il caso di rafforzare il Green pass escludendo i non vaccinati da alcune attivita’ sociali”.






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