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Stanotte torna l’ora solare, si dormirà di più ma peserà sulle bollette

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Torna l’ora solare. Questa notte si dovranno mettere indietro le lancette di un’ora. Il cambio di orario avverrà alle 3 del mattino di domenica 31 ottobre e sarà in vigore fino al 27 marzo 2022.

Di fatto si guadagna un’ora di sonno, ma avremo giornate più corte e verrà buio più presto la sera. La Ue ha chiesto agli Stati membri di scegliere tra ora solare e ora legale entro il 2021.

Il tema è affrontato da Altroconsumo che sul sito web sottolinea che “si tratta di una condizione che impatta certamente sui consumi elettrici e di gas, in un momento in cui i rincari delle materie prime hanno fatto schizzare alle stelle le bollette dell’ultimo trimestre dell’anno, arginati solo dalle misure purtroppo solo provvisorie del Governo”.

“L’Ora legale, introdotta in Italia nel 1966, è un sistema che permette di sfruttare al meglio le ore di luce durante tutta la bella stagione. Tra marzo e ottobre, infatti c’è a disposizione naturalmente più luce, dato che il sole, in questo periodo dell’anno, sorge prima (in Italia verso le 4:30) e tramonta più tardi (verso le 20). – spiega Altroconsumo – Spostando avanti le lancette di un’ora, le ore di luce coprono meglio le ore destinate alle attività umane, permettendo di fatto di godere di un’ora di luce in più alla sera”.

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C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.

Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.

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La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.

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