A Napoli l’entusiasmo é alla stelle attorno agli azzurri di Luciano Spalletti.
La settimana delle tre trasferte terribili si e’ conclusa con un pareggio in Europa League sul campo del Leicester e a seguire con due vittorie di fila per 4-0, prima con l’Udinese e poi con la Sampdoria.
Il Napoli conserva dunque la testa della classifica a punteggio pieno dopo cinque giornate di campionato, vanta la miglior difesa del torneo assieme al Milan e il secondo migliore attacco dopo l’Inter e i tifosi sognano una stagione di trionfi.
Luciano Spalletti è chiamato a svolgere funzioni di pompiere per spegnere l’incendio che e’ divampato in città, soprattutto dopo la vittoria con la Sampdoria, e soprattutto per evitare che il contagio possa diffondersi pericolosamente anche all’interno del gruppo squadra.
Domenica sera al Maradona arriva il Cagliari di Walter Mazzarri, un grande ex che sicuramente starà studiando le mosse giuste per imporre il primo stop alla capolista. Il momento è magico, ma c’è il rischio che la tensione possa allentarsi e con essa la concentrazione e Spalletti non vuole correre questo rischio. In attesa dei rientri degli infortunati (imminenti quelli di Mertens e di Ghoulam, mentre si dovra’ aspettare gli inizi di ottobre per rivedere in campo Demme e Lobotka) l’allenatore non vuole snaturare con troppo turnover la squadra che fino a ora sta macinando gioco, gol e vittorie.
Anche con il Cagliari, dunque, la formazione che sarà schierata inizialmente non differirà molto da quella vista in campo al primo minuto di gioco della gara con la Sampdoria. Possibili, o meglio, probabili i rientri di Meret al posto di Ospina e di Manolas in sostituzione di Rrahmani, uscito ieri dal terreno di gioco di Marassi dopo essere rimasto stordito per una pallonata al volto. Gli accertamenti svolti oggi dal calciatore kosovaro hanno dato esito positivo e dunque il difensore potra’ essere regolarmente convocato per la gara con il Cagliari.
Ma Spalletti potrebbe tenerlo inizialmente in panchina per rilanciare Manolas, tenuto a riposo per un pò, dopo il clamoroso errore commesso durante la partita con la Juventus che regalò a Morata il gol del temporaneo vantaggio. Irrinunciabile la presenza nei tre settori del campo degli uomini più in forma della squadra: Koulibaly in difesa, Anguissa a centrocampo e Osimhen in attacco. Sono loro che rappresentano l’ossatura della squadra e danno forma e sostanza al gioco. Per loro tre il turnover, almeno in questa fase della stagione, è da escludere in maniera categorica.
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La sconfitta del Maradona lascia Luciano Spalletti con più interrogativi che certezze. Il tecnico della Juventus riconosce il passo indietro dei suoi e lo fa con franchezza, sottolineando come il Napoli abbia meritato la vittoria. «Il Napoli oggi è andato più forte di noi. Sinceramente non so dire quanto disti il nostro livello dal loro, ma è evidente che possiamo fare molto meglio. Nel possesso siamo stati troppo timidi e in mezzo al campo non abbiamo creato quella superiorità che avrebbe potuto cambiarci la partita. Loro, con la loro qualità, ci hanno fatto correre a vuoto», afferma ai microfoni di Dazn.
La partita, per Spalletti, si è complicata già nei primi 45 minuti, soprattutto per l’atteggiamento dei suoi attaccanti. «Nel primo tempo abbiamo avuto poca mobilità davanti. Nella ripresa abbiamo scelto l’uomo su uomo, ma il Napoli ha saputo usare velocità e tecnica per ribaltare l’azione ogni volta che gli lasciavamo un varco. Siamo stati troppo scolastici, abbiamo rischiato poco, quasi mai abbiamo provato a forzare qualcosa», osserva l’allenatore bianconero, evidenziando una mancanza di coraggio che ha finito per condizionare l'intero andamento del match.
REDAZIONE






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