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Whirlpool, ecco la mozione approvata alla Camera: garantire presenza in Italia. E’ stata approvata da tutti i gruppi

Adottare tutte le iniziative opportune al fine di ridefinire il progetto di organizzazione già avviato con il precedente piano industriale 2019/2021 – confermando la centralità dell’Italia per il settore degli elettrodomestici nell’area Emea – che garantisca l’attuale presenza industriale sul territorio nazionale nel rispetto delle specializzazioni già assegnate ad ogni sito, con l’obiettivo di salvaguardare e incrementare i livelli occupazionali nell’interesse della Whirlpool e dell’intero Paese“.

È uno degli impegni assunti dal Governo contenuti nella mozione approvata ieri alla Camera su Whirlpool. La mozione approvata, dopo una riformulazione nel corso di seduta, è stata sottoscritta da tutti i gruppi.

La mozione impegna, inoltre, il Governo “a proseguire una interlocuzione diretta con la Whirlpool Corporation già avviata presso il ministero dello Sviluppo economico per la salvaguardia del perimetro occupazionale, scongiurando il rischio di ‘desertificazione industriale’ non soltanto nel sito industriale di Napoli” e “a ricercare, valutare e sostenere comunque, per quanto di competenza, ogni ulteriore progetto industriale per la rigenerazione economica e produttiva dello stabilimento industriale di Napoli coniugando crescita nazionale e coesione territoriale con l’obiettivo di salvaguardare il sito produttivo e mantenere i livelli occupazionali dello stesso in cui sono impiegati lavoratori altamente qualificati, individuando una soluzione che tuteli e valorizzi il lavoro insieme alle professionalità e le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo una occupazione dignitosa per tutti con rinnovate tutele contrattuali“.

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Tra gli altri impegni: “assicurare adeguate forme di sostegno al reddito anche per i dipendenti con qualifica impiegatizia degli stabilimenti Whirlpool, ovvero a garantire specifici percorsi di riqualificazione professionale e ricollocazione atti a salvaguardare i livelli occupazionali, coinvolgendo le istituzioni regionali e locali interessate; valutare azioni e proposte volte a rivedere le scelte strategiche di rilancio della politica industriale italiana e comunitaria, ponendo al centro l’industria manifatturiera italiana, anche e soprattutto in relazione ai partner europei al fine di costruire strategie di lungo periodo che possano comportare un effettivo rilancio della economia, rendendo più attrattivi gli investimenti in Italia, e a rafforzare misure di contrasto alle delocalizzazioni anche con eventuali nuovi interventi normativi che disincentivino questi comportamenti, che speculano sulle differenze normative, fiscali e del costo del lavoro; attivarsi in sede comunitaria al fine di promuovere e rilanciare iniziative volte a contrastare le politiche di dumping salariale e ogni altra pratica di concorrenza sleale al fine di attrarre investimenti“.


Di Fabio Testa

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