Pompei



Un evento imprevisto si profila in questa fase rovente di chiusura del primo scorcio bimestrale dell’Estate pompeiana del 2021.

Questo bimestre giugno-luglio 2021 si chiuderà infatti con un evento che si svolgerà per l’intera giornata del g.30 di Luglio presso la
prestigiosa struttura turistico ricettiva del “Bosco de’ medici” a Pompei.Una moderna struttura ubicata a monte della complesso archeologico degli Scavi di Pompei in un’area contigua alla antica Porta di Iside, ribattezzata poi nel corso del tardo Ottocento
da Fiorelli – in piena fase post-unitaria quindi – Porta di Sarno e ancora oggi così chiamata generalmente.

Nella prima parte della mattinata, a partire dalle 10,00 si terrà la inaugurazione di una mostra di Pittura del maestro Domenico Severino, che avrà per tema, di per sé già vasto e aperto :
Pompei in the word, nella antica Masseria Federico, già presente in mappe settecentesche, recentemente restaurata e appartenuta al Parroco Gennaro Federico, amico e collaboratore, nonché poi tesoriere di Bartolo Longo, che fu il primo Parroco valpompeiano della parrocchia del SS Salvatore, la più antica di Pompei.

A mezza mattinata l’ing. Giovanni D’Amato, ideatore e promotore dell’intero evento, terrà una significativa prolusione ai lavori della giornata dedicata al grande archeologo preistorico Innocenzo Dall’Osso, definito nella Locandina dell’Evento, ben a ragione: negletto scopritore delle antiche civiltà italiche preromane.
Già il titolo dell’intervento prepara quindi gli astanti a quella che sarà la rivalutazione pubblica della figura di un gigante della Preistoria italica che fu malvisto e perseguitato a Pompei, ove lavorò come funzionario archeologo negli anni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Per i suoi studi tenaci dedicati alla preistoria campana, Dall’Osso infatti fu costretto ad allontanarsi da Pompei, ormai dominata dalla nuova classe politica savoiarda, per raggiungere la propria nuova sede di lavoro nelle Marche.

Fu questa però la fortuna delle Marche e della preistoria marchigiana, la quale fu messa in luce fulgidamente da Innocenzo Dall’Osso, a cui oggi è intitolato il Museo nazionale di Ancona nella Regione Marche. Una vittoria tardiva ma totale che illumina di nuova luce la preistoria campana e lo stesso sito di Lòngola, come illustrerà D’Amato, che auspichiamo voglia riprendere e riproporre la
ipotesi di intitolazione del Parco Archeologico Naturalistico di Longola a Dall’Osso.

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Subito dopo la celebrazione della vita di Dall’Osso, si passerà ad un altro momento interessante della giornata in quanto sarà presentato il libro, di recentissima pubblicazione per i tipi di FLAVIUS Editore a Pompei, dal titolo: “ POMPEI. Misteri del Tempio d’Iside.
Le radici liquide della Terza Pompei.”

A presentarlo però stavolta sarà lo stesso autore, il giornalista Federico L.I. Federico, corrispondente da Pompei di questo giornale e autore di questo articolo. Nel libro, il lettore viene preso per mano e accompagnato in un viaggio a ritroso nel tempo, seguendo le “tracce” lasciate dal percorso dell’antica rete fluviale del Sarno, intellegibili
ancora oggi sul territorio moderno della città nuova e poi in quello antico degli Scavi. La destinazione del viaggio sono infatti le viscere dell’antica Pompei oscocampana e preromana, dove il lettore penetra attraverso il Canale Sarno. E la meta sarà raggiunta nel Pozzo sacro del tempio di Iside, ove saranno rinvenute le radici liquide della Terza Pompei. E’ la Pompei odierna, che affonda le proprie radici nell’epoca preromana della Pumpàia oscocampana.

Chiude la mattinata il prof. Angelo Di Prisco che illustrerà gli scopi che si prefigge la Accademia Pompeiana, che è poi il sodalizio associativo, promosso dalla stesso D’Amato insieme a Di Prisco e ad altri esponenti della società pompeiana e non solo, perché
l’Associazione annovera tra gli iscritti cittadini stranieri attratti dal nome di Pompei e dal suo fascino universale.

Nel Pomeriggio l’associazione voterà il proprio Statuto e i propri quadri dirigenti e darà lettura del Programma delle attività e dei progetti in cantiere, frutto della fantasia attiva dei soci “innamorati della storia plurimillenaria di Pompei” che ne faranno parte per “disegnare il futuro della città in continuazione dello spirito di quella antica, nonostante il Vesuvio, Un dibattito pubblico chiuderà la giornata, che si preannuncia davvero ricca di interesse.

 Federico L.I.Federico


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