Napoli, la polizia recupera al Buvero il mitra degli agguati del clan Contini.
Un potente fucile d’assalto di fabbricazione statunitense, modello AR-15, in uso alle forze armate dei Paesi Nato, in grado di sparare colpi anche a raffica, e’ stato scoperto dagli agenti del commissariato Vicaria Mercato di Napoli, in uno stabile abbandonato del Borgo Sant’Antonio, ritenuto dagli inquirenti la roccaforte del clan Contini.
L’arma, perfettamente funzionante, era custodita in un borsone sistemato in un armadio a muro, al primo piano di un palazzo fatiscente di Vico Lepri a Pontenuovo. Il fucile d’assalto e’ stato sequestrato insieme con 115 proiettili dello stesso calibro, 10 dei quali erano inseriti nel serbatoio.
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Sull’arma saranno eseguiti accertamenti non solo di carattere balistico. Si cercano anche eventuali impronte lasciate incautamente da chi lo ha maneggiato. E soprattutto se sia stato utilizzato in recenti fatti di sangue.
Clan Contini, riprende domani il processo: in aula il teste della Finanza sul filone riciclaggio
Riprende domani, davanti alla terza sezione collegiale (Coll. B) del Tribunale di Napoli presieduta da Primavera, il processo legato al clan Contini, storico gruppo dell’Alleanza di Secondigliano. In aula tornerà la Direzione distrettuale antimafia: il pubblico ministero Converso proseguirà l’esame testimoniale del capitano della Guardia di Finanza di Napoli, chiamato a completare la propria deposizione dopo un lungo ciclo di udienze. La testimonianza dell’ufficiale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria è uno dei passaggi centrali dell’istruttoria dibattimentale: per l’escussione sono state già necessarie sei udienze. La Procura ha depositato una lista testi articolata:23 testimoni complessivi, tra cui13 collaboratori di giustizia. Il processo è iniziato nel settembre2024, dopo l’udienza preliminare celebrata in aula bunker. In quella fase sono state stralciate15 posizioni rispetto alle 48 originarie, con un calendario di udienze già serrato in ragione della mole degli atti e della complessità dell’impianto accusatorio. Nel pool difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Arturo Cola, Claudio Davino, Andrea Imperato, Massimo Viscusi, Giacomo Manzi, Domenico Ferraro, Gambogi e Scarpato. Il procedimento nasce come stralcio di una maxi inchiesta della Procura di Napoli coordinata dalla…
Napoli, stesa nella notte in vico Limoncello
Napoli - Un'imboscata nel cuore della notte, nel cuore della città. Quattro colpi di pistola hanno squarciato il silenzio di vico Limoncello, a pochi metri dalla strada dell'Anticaglia, nel pieno del centro storico di Napoli. Era poco prima delle due di questa notte quando le detonazioni sono echeggiate nell'androne di un palazzo, provocando il panico tra i residenti e richiamando l'attenzione delle forze dell'ordine. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e una pattuglia mobile della Compagnia Napoli Centro. La scena che hanno trovato: bossoli a terra, il classico segno di un "regolamento di conti" o di un intimidatorio "avvertimento". Per fortuna, al momento non risultano feriti. Un particolare non banale, che per gli investigatori può significare due cose: o il bersaglio è stato mancato, o, più probabilmente, si è trattato di un messaggio da recapitare a qualcuno, una dimostrazione di forza a distanza ravvicinata. Le indagini, coordinate dalla Procura, sono già a pieno regime. I militari stanno setacciando la zona alla ricerca di testimoni – nonostante l’ora tarda – e di eventuali videocamere di sicurezza private…
Napoli, stesa nel feudo dei Marigliano: spari contro casa abbandonata
Napoli - Un crepitio sordo, otto fori sull'intonaco e sulla tapparella di un'abitazione vuota. Tanto è bastato a far scattare l'allarme, a risvegliare l'incubo di una guerra di camorra che sembrava sopita. Questo pomeriggio, in Via Gabella Vecchia al civico 44, nel cuore della zona da tempo sotto la ferrea influenza del clan Margliano, un commando ha aperto il fuoco in quella che, in gergo criminale, viene definita una "stesa": una dimostrazione di forza, un avvertimento senza mezzi termini. Il bersaglio, un appartamento al momento disabitato, porta i segni inequivocabili di una chiara volontà intimidatoria: sei bossoli hanno trapassato la tapparella, due si sono conficcati nel muro adiacente. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della Compagnia Stella e del Nucleo Radiomobile di Napoli, che hanno avviato i rilievi e le prime indagini per cercare di ricostruire l'esatta dinamica e, soprattutto, la matrice del gesto. E' il segnale della fine della tregua? Ma per gli investigatori e per chi conosce le dinamiche sotterranee della malavita partenopea, il messaggio è più che decifrabile. Via Gabella Vecchia ricade in un'area nevralgica, storico…
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