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Tg Politico Parlamentare: dal primo luglio arriva il certificato verde

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GOVERNO DIVISO, TENSIONI SU APPALTI E LICENZIAMENTI
Il governo Draghi sembra arrivato a uno snodo cruciale. Alla vigilia delle grandi riforme collegate al Recovery plan, la maggioranza appare sempre più divisa e litigiosa. Il premier deve mediare tra diversi fronti: da una parte i sindacati minacciano lo sciopero generale mentre Pd e Lega battagliano sulle deroghe alla normativa sugli appalti. Matteo Salvini alza la posta chiedendo l’abolizione del Codice di Cantone. Enrico Letta cerca di mettere dei paletti sul ritorno del massimo ribasso e del subappalto libero, misure previste dalla bozza del decreto Semplificazioni. Come se non bastasse, montano le polemiche sulla proroga al 28 agosto del blocco dei licenziamenti. Una norma che ha fatto infuriare Confindustria, con un duro attacco al ministro Andrea Orlano. Infine le nomine.
Il Movimento 5 stelle chiede la conferma di Fabrizio Palermo al vertice di Cdp.

DAL PRIMO LUGLIO ARRIVA IL CERTIFICATO VERDE
Il certificato verde ha una data di partenza: il primo luglio. Il ministro dell’Innovazione tecnologica Vittorio Colao annuncia che la green pass verra’ fornita sotto forma di codice ottico e potra’ essere inserita nelle App Io e Immuni. Disciplinera’ il grado di liberta’ degli italiani, consentendo di evitare possibili restrizioni e quarantene. Il certificato sara’ pronto per il 15 giugno e si basa sul modello messo a punto in Europa.

L’APPELLO: RICONOSCERE LO STATO PALESTINESE
Per sperare nella pace in Medio Oriente e nella soluzione di “Due popoli, Due Stati” bisogna riconoscere lo Stato che ancora non c’è, la Palestina. Lo chiedono i sindacati e le associazioni, dalle Acli, all’Anpi, all’Arci a Legambiente e Libera. Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’ANPI, spiega che “non basta l’allarme e il dolore per le vittime, ora bisogna impedire nuovi missili e nuovi bombardamenti”. Per il leader della Cgil, Maurizio Landini, “bisogna fare in modo che questo disastro resti alle nostre spalle” e tutte le istituzioni del nostro Paese devono “prendere parte a una mobilitazione sociale e generale per invertire la tendenza”.

5 MILIARDI IL COSTO DEGLI ABORTI LEGALI
Nei primi quarant’anni di applicazione della legge 194 sull’aborto il costo per il finanziamento dei 6 milioni di aborti legali e’ stato di circa 5 miliardi di euro, 120 milioni di euro all’anno. E’ la stima del gruppo di lavoro composto da economisti, medici e giuristi, con il patrocinio della Società Italiana per la Bioetica e i Comitati Etici, dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici, della Fondazione Il Cuore in una Goccia e di Pro Vita & Famiglia. Si e’ trattato di uno studio rigoroso e reso ancora piu’ “urgente vista la crisi endemica in cui versa il Sistema sanitario nazionale, dove mancano letti, personale, farmaci, e sono in atto vere e proprie discriminazioni verso gli strati più fragili della popolazione”, dice Toni Brandi, presidente di Pro Vita e famiglia. Per Francesca Romana Poleggi, direttore editoriale del mensile dell’associazione in questo caso “i miliardi spesi non hanno portato alcun beneficio alla società”.

CALCIO D’ARABIA, E’ POLEMICA
La supercoppa italiana di Calcio si disputerà nuovamente in Arabia Saudita. Inter e Juventus si contenderanno il trofeo a Riad, probabilmente a gennaio, al cospetto del principe saudita Mohammad bin Salman, al centro delle polemiche per i suoi presunti legami con la morte del giornalista Jamal Khashoggi. La decisione della Lega Calcio non e’ passata inosservata. Tra i primi ad alzare la voce, il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni: “Siamo stufi di quella che inizia a sembrare una vera e propria sudditanza nei confronti di un Paese che non rispetta i Diritti Umani”, ha detto Fratoianni che parla “di un terribile e vergognoso spot per il calcio italiano”.

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La Supercoppa Italiana si prepara a cambiare volto e a riscoprire la sua formula più tradizionale. A indicare la rotta è il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che intervenendo a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 ha chiarito lo scenario dei prossimi anni.

“Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo liberi di scegliere luogo e formato”, ha spiegato Simonelli, aprendo ufficialmente a un cambio di formula.

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Conte insiste sul valore della vittoria e sul peso specifico dei trofei nel calcio. “Chi vince rimane. Due anni fa il Napoli aveva perso la finale di Supercoppa con l’Inter, ma in pochi si ricordano che fosse arrivato fin lì. Era già stato un bel percorso, ma nel calcio conta chi vince. Nessuno si ricorda delle finaliste. Io, da giocatore, ne ho perse tante e quando perdi la cattiveria aumenta perché non vuoi più rivivere quel momento”.

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Il Napoli alza la Supercoppa Italiana a Riyadh e trova nelle parole dei suoi protagonisti la fotografia di una squadra compatta, affamata e consapevole della propria forza. David Neres, autore della doppietta che ha deciso la finale contro il Bologna, racconta la sua gioia a caldo.

“Sono felice dei gol ma ancora di più per la vittoria e per aver vinto il trofeo”, dice l’esterno brasiliano ai microfoni di Sport Mediaset, sottolineando il valore collettivo del successo. “Vincere ti dà tanta fiducia. Ora ci riposiamo per un giorno e poi ci concentreremo sulla partita con la Cremonese”.

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