Non era mai capitato nella storia della Chiesa di Napoli. "La reliquia del sangue del martire non e' sciolta, ma e' solida", ha detto il vescovo Domenico Battaglia


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“La reliquia del sangue del martire non e’ sciolta, ma e’ solida”. E’ l’abate della Cappella del tesoro di San Gennaro, Vincenzo De Gregorio, a ufficializzare che il prodigio di San Gennaro non si e’ compiuto. Lo fa, come prevede il rito, al termine della celebrazione in ricordo della traslazione delle reliquie del santo patrono, che si svolge tradizionalmente il sabato che precede la prima domenica di maggio. Accanto a lui ci sono l’arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia, con il suo predecessore Crescenzio Sepe che ha concelebrato con altri sacerdoti.
Dopo l’annuncio, l’arcivescovo ha riportato la teca in processione dall’altare maggiore alla cappella che ospita le reliquie del santo patrono. Dopo un breve momento di preghiera, ‘don Mimmo’ ha impartito la benedizione e ha concluso la celebrazione.
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La teca e’ stata prelevata per la prima volta dalla cassaforte dall’Arcivescovo Metropolita don Mimmo Battaglia, che ha celebrato la liturgia in una delle tre date, il primo sabato di maggio, in cui si celebra la liquefazione del sangue del patrono di Napoli, oltre al 19 settembre e al 16 dicembre. Al termine della messa, l’arcivescovo ha ripreso la teca annunciando che il sangue non e’ sciolto e sono cominciate le preghiere in Duomo. Nell’ultima celebrazione, lo scorso 16 dicembre, il sangue non si era sciolto. E anche oggi è stato così. Non era mai accaduto nella storia della chiesa di napoli che per due volte consecutive il sangue di san Gennaro non si sciogliesse.
Anche quest’anno, come nel 2020, il miracolo di maggio si è svolto all’interno della chiesa cattedrale senza la processione dei busti di San Gennaro e dei compatroni dal duomo alla basilica di Santa Chiara, nel centro storico della città.La cerimonia si sta svolgendo, nel rispetto delle normative anti contagio, senza i fedeli, in una atmosfera surreale per una cerimonia che, di norma, ha sempre visto una immensa partecipazione di popolo. Sull’altare anche il cardinale Crescenzio Sepe, predecessore di don Mimmo Battaglia, come guida della Chiesa di Napoli.
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