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'Orogenesi', la personale di Marco Stefanelli alla Galleria P.R.A.C.

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“Orogenesi” è il titolo della personale di Marco Stefanelli che sarà inaugurata a Napoli giovedì 27 maggio 2021 dalle ore 11.00 alle ore 21.00 presso gli spazi della Galleria P.R.A.C. Piero Renna Arte Contemporanea.

Per la prima volta a Napoli, l’artista e designer torinese porta nella Galleria di Via Nuova Pizzofalcone la sua personale visione dell’arte, della vita, del mondo.

Marco Stefanelli, classe 1974, dal 2006 sperimenta materiali con poetiche diverse: la plasmabilità delle resine, la natura organica del legno, la malleabilità del metallo. La ricerca sui cementi e i pigmenti durante il lungo soggiorno napoletano l’hanno portato a una rappresentazione più astratta dello spazio, con evidenti influenze e contaminazioni cromatiche.

La rappresentazione del mondo e delle forze che lo governano in una scaglia nera, eco di una primigenia eruzione vulcanica. La superficie si piega e si faglia, si comprime, crea picchi e avvallamenti, canali, costoni, colline. Le forze telluriche sommerse, generate da una spinta che forma, deforma e modella, danno origine a un’onda materica e plastica.

La materia stampata possiede la memoria del legno a rappresentare il mondo vegetale che con le sue radici invade e pervade il terreno, tenendo insieme il tutto.

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Il colore, elemento di artificio, irrompe e traccia il confine netto di tutto ciò che non è naturale: racconta l’intervento dell’uomo, la razionalità e la pulsione al controllo sull’apparente caos del mondo.

Dalla ricerca su cementi resine e pigmenti nascono i lavori in mostra: elementi vibranti che prendono la loro tessitura dalle assi di legno, su cui vengono mescolati ed impastati, riprendendone le venature, i nodi. Le sei sculture e i lavori su carta di vari formati esposti alla Galleria P.R.A.C., riportano questo magma “legnoso” spezzato dal pigmento.

Marco Stefanelli è designer e grafico torinese. Nel 2006 fonda “The Boxer Design”, sperimentando materiali con poetiche diverse, dalle resine, al legno e metallo. Con “Brecce” si inserisce nell’attuale ricerca tra natura e artificio progettando lampade da indoor e outdoor realizzate a partire da ceppi di cedro ricavati da scarti di segheria in un’interessante combinazione di luce, legno e resina. Sono lavori in continua evoluzione, capaci di mescolare la naturalità di certi elementi con la tecnologia della luce LED, in un rapporto dialettico molto stretto. Lavori in cui tecnologia e ricerca formale viaggiano di pari passo con la sostenibilità.

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Articolo pubblicato il 21 Maggio 2021 - 18:15 - Regina Ada Scarico

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