Uccidono 70 uccelli e postano il video su Facebook: la strage degli animali in via di estinzione diventa virale sul social
Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Caserta, in collaborazione con i militari della stazione Forestale di Marcianise e del Raggruppamento Biodiversità di Caserta, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale del divieto di dimora nella provincia di Caserta emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, nei confronti di D. A. 49enne residente a Villa Literno, e C.L. 39enne residente in Teverola, con la prescrizione agli indagati di allontanarsi immediatamente dal territorio di Terra di Lavoro e di non farvi ritorno senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
I due uomini, infatti, sono ritenuti gravemente indiziati per aver cagionato, in concorso tra di loro, con crudeltà e senza necessità, la morte di oltre 70 uccelli, di cui otto esemplari di Volpoche, nome scientifico “Tadorna Tadorna”, specie protetta dal 1992, in quanto considerata in pericolo di estinzione. Tale strage di avifauna selvatica, veniva immortalata in un video, realizzato dagli stessi indagati, laddove i due bracconieri si vantavano della commissione del reato procedendo alla diffusione del filmato, pubblicandolo su Facebook e su numerosissimi gruppi Whatsapp, in tal modo inoltrandolo ad una moltitudine di cacciatori.
Le espressioni utilizzate dagli indagati sono non solo di mera esaltazione di quanto commesso, ma tendenti, altresì, ad indurre altri ad azioni analoghe, laddove nel video si fa riferimento a battute di caccia che gli indagati propongono di fare insieme ad altri cacciatori, ai saluti agli “amici” e alla facilità con cui era stato possibile uccidere tanti uccelli in una sola notte, proferendo le frasi “non è andato niente storto… è andato tutto perfetto”.
Roma. Il Friuli-Venezia Giulia è la Regione più sociale d'Italia per quanto riguarda la promozione del turismo, seguita dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Abruzzo. È il podio del 'Social Index Turismo' svelato dall'Osservatorio Digitale Srl, centro di ricerca sulle dinamiche digitali in ambito pubblico e territoriale, che oggi ha pubblicato i risultati della nuova…
Nuove ombre si addensano sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana sparita nel nulla il 22 giugno del 1983. Un uomo di 53 anni, blogger di Frosinone ma originario di Napoli, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di favoreggiamento. La vicenda si lega a due post pubblicati dal 53enne sulla sua pagina Facebook “Vogliamo la verità su Emanuela Orlandi”.
Nel testo dei post, l’uomo riferisce di aver ricevuto alcuni messaggi da una presunta testimone oculare, che avrebbe raccontato di essere stata la segretaria di un ginecologo romano. La donna avrebbe riferito di aver visto Emanuela, accompagnata da un adulto, sottoporsi a una visita medica che confermava l’inizio di una gravidanza. Secondo la testimone, il fatto sarebbe accaduto proprio nel giugno del 1983.
Nola si prepara a un evento esplosivo di solidarietà femminile, dove il Teatro Umberto ospiterà la settima edizione del Premio Sorellanza, un affare nazionale che promette scintille e benefici per l’AGOP – Associazione Genitori Oncologia Pediatrica. Sabato 10 maggio, a partire dalle 18, questa celebrazione audacemente focalizzata sulle donne vedrà sul palco Giampiero Guarracino e…
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