Vaccini, in Campania 675.274 somministrazioni completate: Over 80 a 57%, scuola 77%
Sono 675.274 le vaccinazioni totali in Regione Campania. Lo comunica l’Unità di crisi sottolineando che sono questi “i dati sull’andamento delle vaccinazioni in Campania, aggiornati a questa mattina, e che correggono in maniera radicale comunicazioni non rispondenti alla realtà”. Nel dettaglio 214.391 sono le vaccinazioni per il personale sanitario e sociosanitario con prima dose, 102.793 con seconda dose; altri operatori Asl e aziende ospedaliere sono 71.364 solo prima dose; personale non sanitario 17.846 con prima dose e di questi 8.658 con seconda dose.
Ospiti delle Ras 5.718 vaccinati (tutti completi di seconda dose). Gli over 80 sono 209.468, e tra questi 74.544 con seconda dose. Per le forze dell’ordine 22.843 vaccinati, nessuno con seconda dose, in quanto AstraZeneca prevede la seconda somministrazione non immediata. Per il personale scolastico sono 121.999 le somministrazioni fatte, con 1.160 compresi di seconda dose. La fascia 70-79 conta 11.645 vaccinati. In percentuale; gli over 80 sono vaccinati al 57%, e il 32% con seconda dose, personale scolastico 77%, 1% con seconda dose e forze dell’ordine al 78% (solo prima dose).
Roma - Maturità 2026, sparisce la tesina, solo quattro le materie orali: la prima prova il 18 giugno. Il ministero ha pubblicato stamane le materie per la seconda prova scritta e le 4 orali previste per ogni indirizzo di studio. Il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara commenta: “Un Esame che valorizza autonomia, merito…
Napoli – Entrare in classe con un coltello in tasca non è più l'eccezione di un contesto degradato, ma una preoccupante consuetudine che sta scivolando verso la moda generazionale. Da Caivano ai Colli Aminei, il fenomeno delle armi bianche tra i banchi sta spingendo le istituzioni napoletane a una risposta senza precedenti, sospesa tra il…
Napoli – Un passo concreto verso il potenziamento della rete educativa cittadina. Il Comune di Napoli ha sottoscritto questa mattina, presso la Direzione Generale, 45 contratti di lavoro per funzionari socioeducativi che entreranno in servizio negli asili nido delle Municipalità a partire dal 1° settembre 2025. A questi si aggiungeranno, già dall’avvio del nuovo anno scolastico 2025/2026, 130 contratti a tempo determinato destinati alle maestre della scuola dell’infanzia. La decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi segna un ulteriore tassello di un percorso avviato negli ultimi tre anni, durante i quali sono già stati assunti oltre 200 educatori e insegnanti a tempo indeterminato. Un investimento, sottolinea il Comune, che non si limita a rispondere alle emergenze di organico, ma punta a costruire basi solide per garantire continuità e qualità ai servizi educativi. Parallelamente, Palazzo San Giacomo ha annunciato la prossima pubblicazione di un concorso pubblico per maestre a tempo indeterminato: un segnale che va nella direzione di stabilizzare il personale e di consolidare strutturalmente l’organico del settore. L’operazione ha una doppia valenza: da un lato rafforza il diritto all’educazione nei primi anni di vita, dall’altro rappresenta una risposta concreta alle esigenze delle famiglie napoletane, spesso costrette a fare i conti con carenze di posti negli asili e con una rete di servizi storicamente fragile. In questo senso, la scelta dell’amministrazione si colloca non solo come misura di politica del personale, ma come investimento strategico per il futuro della città. «Garantire più servizi educativi, sostenere le famiglie e valorizzare la qualità della scuola comunale. È questo l'obiettivo del nostro piano di assunzioni», ha ribadito il sindaco Manfredi in un post sui social. «Si tratta di un investimento sul futuro dei bambini e sulla crescita di tutta la comunità». L’iniziativa, che segue una tendenza di rafforzamento dei servizi comunali in ambito educativo, appare dunque cruciale per colmare i divari con altre grandi città italiane e per dare un segnale forte: Napoli scommette sul capitale umano, sulla scuola pubblica e su un modello di welfare capace di garantire inclusione e pari opportunità fin dall’infanzia.
REDAZIONE






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