Indagati Riccardo Ciliberti, il caporal maggiore scelto dell'Esercito a San Giorgio a Cremano, ed Angelo Esposito, sommozzatore della Guardia costiera di Portici


Amato figura tra le sei persone per le quali il gip Egle Pilla martedì ha disposto il carcere. I pubblici ufficiali che lo aiutavano, per i quali il giudice ha disposto il divieto di dimora nella Regione Campania, sono il caporal maggiore Riccardo Ciliberti capo scelto dell’Esercito (Comando Divisione Acque delle Forze Armate) di stanza a San Giorgio a Cremano , e Angelo Esposito, militare in servizio presso la Guardia costiera di Portici con la qualifica di sommozzatore. Il primo avrebbe aiutato Amato a eludere i controlli dei finanzieri, il 19 maggio 2019, giorno in cui la Guardia di Finanza era alla ricerca dei “datteri di mare” precedentemente estratti e lasciati sul fondale, in un recipiente.
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Quando le fiamme gialle gli hanno chiesto aiuto per individuarli, visto che lui era li’ per fare pesca sportiva, lui ha risposto che era impossibile. ” Ma quello non si vede niente…facevo la parte dello scemo…”. Si legge nelle intercettazioni contenute nelle 542 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Egle Pilla. Poco dopo pero’ contatto’ Amato per fargli sapere che l’aveva aiutato, mentendo alla GdF. Il militare della Guardia Costiera, invece, avrebbe avvertito piu’ volte Amato circa le operazioni della Polizia Giudiziaria, a cui lui stesso partecipava come sommozzatore, riguardanti i campi di allevamento di mitili, abusivi, che Amato gestiva nelle acque del Porto di Napoli. Gli investigatori, coordinati dal pm Giulio Vanacore, hanno ricostruito modalità operative, contatti, affari, protezioni di cui godevano i datterari, nei cui confronti è ipotizzata l’associazione a delinquere finalizzata a reati gravissimi come il disastro ambientale, la ricettazione, il danneggiamento.
“Siamo pronti e disponibili a sostenere – dichiarano l’ avvocato Teodorico Boniello per l’Unione Nazionale Consumatori Isola di Capri e Nabil Pulita rappresentante di Legambiente Capri – qualsiasi azione, compresa la costituzione di parte civile annunciata dall’ amministrazione comunale, contro chi ha commesso gravi atti illeciti deturpando l’ ambiente e l’ ecosistema sottomarino. I faraglioni di Capri, cosi’ come la nostra costa, rappresentano un bene di valore inestimabile, conclude la nota. Bisogna combattere con ogni mezzo chi, per mere questioni economiche, e’ pronto a sventrare la roccia, mettendo in pericolo bellezze uniche e rare”. Cosi’ i rappresentanti delle due associazioni dopo il maxiblitz contro il mercato nero dei Datteri di mare.
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